Il viaggio che toglie il respiro

Perù e Bolivia facevano parte dei miei viaggi nel cassetto. Sì perchè Machu Picchu e il Salar di Uyuni erano luoghi che accarezzavo solo nei sogni, ritenendole mete quasi irraggiungibili e molto costose. E invece, con la giusta pianificazione e preparazione, non lo sono affatto e non richiedono neanche un budget elevatissimo.

Preparatevi a rimanere senza fiato. Non solo per l’altitudine, ma soprattutto per la bellezza e l’immensità dei paesaggi che vi troverete davanti dopo ore di pullman passate tra curve e altipiani polverosi. Paesaggi dove, quando meno te l’aspetti, spuntano qua e là tenerissimi lama e timidi vicuna. E più si macinano kilometri e più la vastità di questi luoghi sconfinati ti strega. Con gli occhi che a tratti percepiscono l’orizzonte e il fischio del vento che ricorda quasi i suoni di un flauto peruviano, prosegui il cammino con dentro un senso di incompiuto e la voglia di continuare ad esplorare questi luoghi, senza sosta. E se questa è la sensazione che ho provato al Patapampa o nel Salar de Uyuni con l’infinito negli occhi, queste terre sanno trasmettere anche un’incredibile vitalità ed energia. Basta mettere piede a Copacabana ad esempio dove, in occasione delle celebrazioni per la Virgen Candelaria, nell’aria si respirava un forte connubio tra sacro e profano. E in quest’atmosfera, che tanto mi ha ricordato la mia terra, guardando i volti delle persone, semplici e pacifiche, percepivi solo speranza e serenità. Oppure ancora Uyuni, dove i ragazzi, nonostante le temperature rigide, la sera si divertivano per strada a provare passi di danza, senza sosta. Perù e Bolivia sono stati questo. Un turbine di colorate emozioni che fa dimenticare la stanchezza per le tante tappe senza sosta e per l’altitudine (a cui non ero propriamente abituata) e lascia dentro solo felicità e ricordi di esperienze, difficili da dimenticare 🙂

Il viaggio, durato 17 giorni effettivi nelle settimane centrali di agosto, è stato organizzato con una sequenza di tappe pensate per acclimatarsi gradualmente all’altitudine. Da Lima (dove siamo rimasti 2 notti a fine viaggio) abbiamo proseguito verso sud, con soste di una sola giornata a Paracas, Nazca e Arequipa. Da qui ci siamo appoggiati all’agenzia Perù Adventures (molto professionali) per il giro nella valle del Colca che prevedeva una sosta a Chivay e di lì poi la partenza per il lago Titicaca. Per i giorni in questo paradiso imperdibile, avendo i tempi strettissimi, abbiamo scelto Titicaca Tour, agenzia che mi è piaciuta molto sia per i servizi che per le guide fornite. Tutte, ad eccezione di un ragazzo che ci ha accompagnato sul lato peruviano del lago, sono state molto brave e carinissime. Visitato il lato boliviano, siamo passati al volo per La Paz, da dove poi siamo partiti per Uyuni. Qui inevitabilmente va presa una guida e la scelta è caduta su Andes Saltes Expedition, essendo una delle poche che offriva il tour da due giorni ad un prezzo accessibile. E prima di ritornare a Lima, dulcis in fundo, CuzcoMachu Picchu. Un luogo davvero unico e che da solo vale davvero tutto il viaggio.

Capitolo trasporti. Anche nelle tratte in cui avevamo l’agenzia, abbiamo usato bus, sia di Cruz del Sur di cui abbiamo testato anche il notturno per la tratta Nazca – Arequipa, che di altre compagnie locali. Gli unici voli interni sono stati per le tratte La Paz – Uyuni, La Paz – Cuzco e Cuzco – Lima.

Per quanto riguarda gli alloggi, la scelta è stata molto varia: ostelli, alberghetti a conduzione familiare, una famiglia sul Titicaca e un 4 stelle a Lima. In tutti ci siamo trovati molto bene, senza sorprese di alcun genere!

costi generali del viaggio variano molto, a mio avviso, a seconda dell’itinerario scelto. Quelli indicati, si possono abbattere ulteriormente già sostituendo i voli interni con bus, ad esempio. Aldilà di Machu Picchu, che tra l’ingresso e il treno è costato quasi 200 dollari a persona, per il resto i costi della vita sono abbastanza contenuti. Anche una cena in ristoranti di livello medio – alto, è più che accessibile. Discorso a parte va fatto per il volo intercontinentale. Per risparmiare qualcosina, abbiamo prenotato a metà ottobre con Lastminute. Nei mesi successivi però, ci stava quasi giocando un brutto scherzetto e per un cambio di orario del volo di andata,  stavamo rischiando di dover annullare l’intero viaggio.

Un cenno merita la cucina peruviana, assolutamente da provare, viste le diverse influenze asiatiche che la rendono molto profumata e fresca. Tutti i piatti assaggiati sono degni di nota, dalle zuppe di quinoa, saporite e nutrienti alla palta rellena (uno dei miei piatti preferiti!). E per chi mangia carne, da assaggiare è l’alpaca che, oltre ad essere saporito e tenero, è senza colesterolo!

Perù e Bolivia con questo tipo di itinerario, sono un viaggio adatto quasi a tutti, ovviamente con le dovute attenzioni e precauzioni. Sul nostro cammino abbiamo incontrato sia famiglie con bambini sui 7 – 8 anni che over 60, alcuni molto sprint altri un po’ meno…Sfaterei insomma il mito che sia “per forza” per giovinastri!

Se ci tornerei? Certo, anche domani. Concentrerei però l’itinerario su luoghi più autentici come ad esempio Ayacucho in Perù oppure continuando a sud di Uyuni, verso il deserto di Atacama. Ma questo, fa parte di un altro cassetto 🙂