• Miraflores, Parco dell'Amore, centro di Lima, Museo Larco, Barranco, S.Isidro
  • Aperitivo alla Rosa Nautica.
    Pranzo da: Astrid y Gaston
    Cena da: Rafael, braceria zona giardini JFK.
  • Radisson Miraflores
  • Volo interno da Cuzco, taxi
  • Casa del Cacao, Galeria Artesanal San Francisco, Mercato Indio.
  • Goodbye Kiss, Kasabian
  • Parco dell'Amore di Miraflores, Barranco, Parco degli Ulivi S.Isidro, Churros nei pressi di Galeria di S.Francisco

Due giorni a Lima: cosa vedere e itinerario in sintesi

Tappa finale del nostro viaggio tra Perù e Bolivia, abbiamo dedicato a Lima quasi due giorni interi. Un tempo sufficiente per avere un assaggio della città. Un itinerario nella capitale peruviana alla scoperta del famoso quartiere di Miraflores con le sue scogliere, ma anche di Barranco e del centro storico. Ecco i nostri suggerimenti su tappe da non perdere, cosa vedere assolutamente e dove mangiare a Lima.E naturalmente qualche piccola dritta su cosa comprare e dove 😉

Arrivo a Lima: passeggiata per Miraflores e per il suo lungomare

Salutata Cuzco, tra ritardo dell’aereo e traffico di Lima, arriviamo al nostro albergo nel quartiere Miraflores verso le 15:00. Abbiamo scelto il Radisson Blu Miraflores, in posizione molto comoda e dotato di tutti i comfort. Oltre al traffico, mi colpiscono la nebbia e smog praticamente costanti. Non filtra infatti un raggio di sole mentre la temperatura è stabile sui 16° con un po’ di umidità. Verso le 17:00, usciamo per fare un giro sul lungomare dove arriviamo percorrendo un sentiero pedonale ben curato. Lima sorge direttamente sul mare e, cosa molto particolare, sono le sue alte scogliere, scure direttamente a picco. E’ sabato pomeriggio e tutta la zona, con la piccola lingua di spiaggia annessa, pullula di surfisti di ogni età già in acqua o che si scaldano sulla spiaggia prima di gettarsi nella mischia. Le onde sono altissime e il vento altrettanto. Sembra quasi di essere nel film Point Break. Per quanto non faccia freddo, il vento è piuttosto fastidioso e decidiamo di ripararci alla Rosa Nautica, un antico ristorante direttamente sul mare. Gli interni sono molto belli e caratteristici e ricordano quelli di una nave. Sono le 18:00 circa e, non avendo pranzato, ci concediamo un bell’aperitivo con birra peruviana e un piatto di assaggi misti. Il posto è davvero molto carino e ha sia una parte dedicata al ristorante che la zona bar, dove ci siamo seduti.

Dopo il giusto relax, riprendiamo la nostra passeggiata per Miraflores, risalendo dal lungomare verso il Parco dell’Amore. Una delle tappe decisamente da inserire tra le cose da vedere a Lima. Qui è possibile ammirare la famosa scultura simbolo del quartiere e una serie di piccoli mosaici che ricordano il Parc Guell di Barcellona. La zona è davvero figa. Palestre a vista, grattacieli nuovi, piste ciclabili e aiuole super curate. Insomma se ci si ferma qui, Lima sembra una città ricca e all’avanguardia. Ci dirigiamo verso i giardini dedicati a J.F. Kennedy, pieni di persone ma anche di bancarelle di ogni tipo. Prima di ritornare in albergo, perlustriamo brevemente uno dei mercati coperti nella zona del mercato Indio.  Per cenare proviamo Rafael, uno dei tanti ristoranti rinomati di Lima, dove riusciamo a trovare posto. Oltre i cocktail molto buoni, la cosa che ci esalta di più, davvero particolare, sono i ravioli di mango 😀

Secondo giorno a Lima: Plaza Mayor e il centro storico

La nostra prima tappa della giornata è il centro storico di Lima, che raggiungiamo in taxi. A Plaza Mayor, entriamo in cattedrale, molto suggestiva e imponente, dove però è in corso la messa. Una volta usciti, aspettiamo mezzogiorno perché davanti al Palazzo del Governo ci sarà il cambio della guardia, con accompagnamento musicale della banda. E l’attesa paga perché, una volta iniziato, il cambio della guardia con tanto di volo del condor sulle note di “El Condor Pasa” suonata dal vivo, sembra non finire più. Dopo mezz’ora di spettacolo, proseguiamo il giro per le viuzze del centro. Ci fermiamo a comprare dell’ottimo cacao in polvere in uno dei negozi della catena La Casa del Cacao, dove assaggiamo di tutto. 

Sotto una pioggerellina costante, percorriamo Calle Jiron Ancash e arriviamo alla Basilica di San Francisco, dalla facciata interamente gialla. L’interno di questa chiesa non è nulla di particolarmente eccezionale. Ci spingiamo un po’ più avanti ed entriamo nella Galeria Artesanal San Francisco. Qui però molti negozietti sono chiusi, essendo domenica. Riusciamo a comprare delle bottiglie di Pisco e dei simpatici portachiavi con bamboline di lana…Troppo carini! Consiglio di venirci durante la settimana, perché da quello che ho potuto spiare dalle serrande, alcuni negozi hanno davvero cose sfiziose. Usciti dal mercato, vediamo più avanti una folla dalle facce felici e andiamo subito a capire cos’è. Scoviamo un negozietto che serve dei churros appena fritti, molto ma molto invitanti. Ovviamente non possiamo non provarli essendo anche quasi ora di pranzo 😛 Nel frattempo incappiamo in una vera e propria parata che scopriamo essere per la celebrazione della festa dei bambini.

Cosa vedere (e non perdere) a Lima: il museo Larco

Prossima tappa, è il museo Larco, nel quartiere Pueblo Libre che raggiungiamo in taxi. La visita a questa fondazione vale la pena non soltanto per l’edificio, molto bello ma, soprattutto, per la presenza dei tanti reperti rinvenuti nei siti pre-colombiani e inca, rimasti post invasione spagnola. La nostra visita dura un’oretta ma si potrebbe davvero rimanere un’intera giornata ad osservare e conoscere la storia di ogni singolo reperto. Riprendiamo taxi diretti al quartiere Barranco, ultima sosta prima di ritornare a Miraflores. Ci facciamo lasciare al Ponte dei Sospiri, attraversiamo il Parco Federico Villareal e continuiamo percorrendo le stradine nei pressi di Plaza de Armas Barranco. Qui sono presenti diversi stand di street food per lo più a base di carne alla griglia cucinata al momento. Mi aspettavo un po’ di più dal quartiere, dalla nomea bohemien che forse, sarà per il maltempo, non mi ha colpito particolarmente. Torniamo a Miraflores e passiamo il resto del pomeriggio nell’enorme Mercato dell’Indio

Non fatevi ingannare dalle diverse entrate. Il migliore, anche come varietà di merce, è proprio quello che si chiama Indio’s Market, più avanti rispetto agli altri segnalati su Google Maps, a fianco l’ingresso di un supermercato. Lì ho ben speso i miei ultimi soles prima di ritornare in Italia 🙂 Per cena usciamo alla ricerca del cuy (l’ultima specialità peruviana che ci rimaneva da provare) ma, nessuno sembra averlo. Ripieghiamo tristi e sconsolati su una delle tante bracerie nei pressi del parco JFK, che ha comunque della buona carne. Dopocena passeggiamo per i giardinetti, super ordinati. Ci colpisce che pullulino di gatti e, che molti ragazzi ne abbiano qualcuno da accarezzare. Scopriamo che esiste proprio un’associazione che si prende cura di tutti i gatti presenti a cui chiunque può portare da mangiare oppure venire solo per coccolarli. Un vero paradiso per chi, come me, ama i gatti 😀

Arrivederci Lima: ultimo giorno in città e l'esperienza di un pranzo stellato

Dopo una corsa al mercato Indio per comprare le ultime cose, andiamo a piedi a S.Isidro, un quartiere sia residenziale con molti uffici. Si può definire quasi la city di Lima. Mi colpiscono le palazzine basse che sembrano quasi dei cottage, tutte con un giardinetto attorno ben curato e il posto auto. Sembra quasi di essere in una cittadina del nord Europa, anche per la calma e la quiete che si respira nel parco. Mentre camminiamo, incappiamo in una manifestazione di protesta pacifica degli insegnanti che già avevamo incontrato ad Arequipa. Tantissime persone sfilano per le vie di S. Isidro bloccando il traffico del quartiere chic di Lima. Una volta da Astrid y Gaston, ci sentiamo in un altro mondo. Il posto si snoda in tante sale, una diversa dall’altra, con un grazioso patio interno. Ci accomodiamo nei pressi della cucina a vista. Subito ci colpisce il soffitto (una sorta di cupola trasparente) da cui pendono delle piante al contrario dalla contro soffittatura. 

Iniziamo con alcuni antipasti da dividere. Oltre vari tipi di pane fatto da loro, abbiamo diversi tipi di salse, un’ostrica che ci viene servita con una spruzzata di ghiaccio e sale sopra (dal sapore molto particolare) sino alle conchas alla parmesana. Anche il tiradito è veramente buono. Dulcis in fundo, il cuy, che ci delude un pò essendo stato cucinato come un’anatra alla pechinese. Sì perché avevamo aspettato tanto per provarlo e questo era l’unico posto di Lima in cui l’abbiamo trovato.  Come secondo proviamo del maiale in agrodolce con mele. Anche in questo caso come per il cuy, mi ha ricordato troppo la cucina orientale non facendomi percepire la connotazione peruviana. Sfizioso invece il contorno: un piatto di quinoa mista, saltata in un wok con verdure (simil noodles) e soia: molto gustosa e saporita. 

Chiudiamo scegliendo il dolce per cui loro sono famosi: la Santa Bomba che, anche divisa in 4, vi assicuro non si riesce a finire. Neanche il tempo di fotografarlo che la cameriera lo rompe con tanto di scalpello per farcene assaporare il contenuto. Un mix di caramello, meringhe, cioccolato bianco e al latte insieme con un’altra crema di cui non riesco a percepire bene la particolarità. Nell’insieme il tutto diventa quasi stucchevole. Insomma, Astrid y Gaston, non ci ha sconvolto la vita e, per fortuna, neanche il portafoglio. Abbiamo pagato circa 60 euro a testa incluso il cocktail il che, trattandosi di uno dei 50 migliori ristoranti al mondo, non ci è sembrato un prezzo alto. 

Passiamo al volo in albergo a prendere le valigie e poi, andiamo dritti in aeroporto, che raggiungiamo in un’orettaFiniscono così la nostra avventura in Perù e i nostri due giorni a Lima. . Salutiamo così Lima, la sua nebbiolina onnipresente e le sue scogliere, possenti e affascinanti. Una città dove i forti contrasti si percepiscono a pelle, anche camminando per le strade del centro. Una capitale caotica dove però, il lato umano delle persone esiste ancora. Come quello del tassista che nonostante fosse preso dal traffico, si ferma e, scende dall’auto per aiutare una vecchietta ad attraversare la strada. Si scusa poi dicendoci “Potrebbe essere mia mamma”….Ma anche questo è il Sudamerica 🙂 <3


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