Ai confini del mondo

Paesaggi da cartolina che si intravedono già dall’aereo. Occhi sbarrati ed increduli davanti alle montagne innevate, dalle punte irregolari, che si scorgono in lontananza. Animali che si muovono in libertà, nella natura più selvaggia e incontaminata, che si estende oltre l’orizzonte che l’occhio umano riesce a scorgere. Colori talmente intensi che vi sembrerà di essere in una foto modificata con Photoshop. Ed infine, man mano che vi  avvicinerete alle Ande, il famoso vento patagonico, il più forte che abbia mai sentito in vita mia che, a momenti, sembra sollevarti dal suolo. Un brivido e il cuore a mille per l’emozione di essere finalmente qui e rendersi conto che questa terra è davvero come tutti la descrivono. Benvenuti in Patagonia.

Luoghi dove sono passati in tanti, come Chatwin, Darwin ma anche, dove si sono intrecciate storie diverse come quelle di Alberto De Agostini e di personaggi diventati quasi leggenda come Pasqualino Rispoli, l’ultimo pirata della Patagonia di origini campane. Paesaggi dal fascino unico, pieni di storia e di miti.

Un viaggio in Patagonia non si dimentica facilmente, anzi, non si dimentica affatto. Rimane nel cuore per lo stretto contatto con la natura che si percepisce in ogni suo angolo, sentendosi quasi degli ospiti. Luoghi dove si entra in punta di piedi e si assiste allo spettacolo delle praterie immense, sconfinate, attraversate solo dalla Ruta 40 e da guanacos, cavalli e corderos che pascolano in vera libertà. Preparatevi a percorrere un’unica strada lunga, a volte con un po’ di buche, il cui orizzonte, guardando in lontananza, sembra quasi un miraggio. Sarete solo voi e qualche auto che incrocerete di tanto in tanto. Posti indefiniti, dove la rete cellulare è un lontano ricordo e sarete veramente irraggiungibili (se non con un telefono satellitare). Lasciate da parte l’ansia di essere soli e godetevi lo spettacolo di una terra, ancora incontaminata. Intorno, solo paesaggi a tratti un po’ brulli, incorniciati da vette innevate e laghi di un azzurro così intenso che non vi sembreranno veri. E, se come me, vi emozionerete alla vista del Lago Argentino che costeggia la strada sino al El Chalten, lasciatevi trasportare dall’emozione, mentre il vento sembrerà sfregiarvi la faccia e proverà a trascinarvi via. Se poi deciderete di attraversare il confine con il Cile, dopo strade sterrate e dossi, ecco un paesaggio completamente diverso. La Patagonia cilena, più verde e florida vi incanterà, tra i suoi colori, il parco di Torres del Paine con i suoi cuernos, laghi e i fiordi della fine del mondo. Se siete alla ricerca di tutto ciò allora la Patagonia è il viaggio che fa per voi. Un viaggio che ha il sapore di libertà, dove mi sono sentita incredibilmente in pace con la natura. Una terra che, ogni giorno, non smetteva mai di incuriosirmi e di alimentare la mia voglia di esplorarla per scoprirne ogni singolo angolo. Posti alla Fine del Mondo. Se sia suggestione o no, non so dirvelo. Quello che so è che la fine del mondo me la sono sempre immaginata come l’ho vista ad Ushuaia. Nuvoloni grigi e scuri fermi in cima alle montagne che circondano la città, pronti a scatenarsi. Un mare mai calmo, un vento costante a qualsiasi ora del giorno e un orizzonte poco nitido dove, oltre, c’è solo Capo Horn e poi l’Antartide.

Infine, anche se per poco, come non farsi catturare dalla magia di Buenos Aires. Una città viva, frenetica che non dorme mai e che sa conquistare tra mercati, tango, vita notturna e, naturalmente, il calcio.

L'itinerario

Il mio viaggio fai da te in Patagonia tra Argentina e Cile è durato 16 giorni pieni, il minimo indispensabile per assaporare la Patagonia ed avere un assaggio di Buenos Aires. L’itinerario si è concentrato sulla Patagonia argentina con 4 giorni dedicati alla parte cilena con la visita al parco di Torres del Paine e Puerto Natales. Atterrati nella capitale argentina, il giorno dopo siamo ripartiti alla volta di El Calafate. Da lì è iniziato il nostro viaggio on the road. Ci siamo diretti a nord verso El Chalten, dove siamo rimasti una notte. Siamo ritornati verso sud per visitare sua maestà il Perito Moreno e poi, dritti verso il Cile. Lì tutti i nostri giorni sono stati dedicati al bellissimo parco di Torres del Paine con alcune passeggiate a Puerto Natales, cittadina quasi alla fine del mondo, con una sua identità. Ritornati a El Calafate, la tappa successiva raggiunta in volo, è stata Ushuaia e la Terra del Fuoco, a cui abbiamo dedicato circa due giorni. Prima di lasciare la Patagonia, ci siamo fermati una giornata a Punta Tombo per vedere la famosa pinguinera e i suoi simpaticissimi abitanti. Ultima tappa del viaggio è stata Buenos Aires, città dalle tante sfaccettature ma piena di energia e che sa sorprendere.

Il clima e periodo

Siamo stati in questa terra incredibile tra fine novembre e inizio dicembre. Un periodo ideale dal punto di vista climatico per le escursioni e i trekking nei vari parchi. Le temperature infatti erano miti di giorno con la quasi assenza di pioggia. L’unica zona in cui le temperature sono state un po’ più basse (mai però al di sotto dei 4°) è stato ad Ushuaia. Abbiamo trovato invece quasi estate piena a Buenos Aires (25° di giorno con sole).

Trasporti

Il volo intercontinentale è stato bloccato circa 7 mesi prima. Abbiamo volato con Iberia, compagnia con cui ci siamo trovati molto bene. Per raggiungere El Calafate e spostarci sulle lunghe tratte in Patagonia, abbiamo volato con Aerolinas Argentinas. Anche in questo caso nulla da eccepire. Per spostarci invece da El Calafate verso El Chalten e poi, verso il Cile, abbiamo fittato un’auto. Noi ci siamo affidati a Rental Cars con cui, grazie alla copertura completa, abbiamo avuto il rimborso completo di alcuni danni senza problemi. In alternativa all’auto, per risparmiare, sono disponibili diverse corse in autobus anche da/verso il Cile. In tal caso, il consiglio è di guardare con attenzione giorni ed orari di partenza, non sempre facili da incastrare. In Patagonia, al di là delle città e delle strade più battute, le condizioni dell’asfalto non sono ottimali, soprattutto verso il confine con il Cile.

Costi

La Patagonia non è un viaggio super economico. Per i voli interni, prenotando con almeno 4 mesi di anticipo, si possono riuscire a trovare anche tariffe inferiori ai 100 euro. Il noleggio dell’auto, invece, non è dei più convenienti. Inoltre se vorrete attraversare il confine con il Cile, oltre a comunicarlo con almeno un mese di anticipo alla società di noleggio, vi verrà addebitata una fee extra in misura variabile tra i 100 e i 200 euro. Di contro, il prezzo della benzina è molto conveniente. Per quanto riguarda vitto e alloggio i prezzi sono nella media, stessa cosa per i ticket di ingresso ai parchi. Le escursioni organizzate, da quello che un pò abbiamo visto in giro, hanno invece prezzi abbastanza variabili. Noi ci siamo affidati ad un’agenzia, solo per il mini trekking sul Perito Moreno, attività da svolgere obbligatoriamente con Hielo y Aventura che ne ha l’esclusiva. 

Cucina

Per gli amanti della carne, l’Argentina e la Patagonia sono il top. Tra manzo, agnelli, guanaco e polli ne abbiamo mangiata di tutti i tipi. Se vi starete chiedendo se la carne argentina è davvero buona come dicono, la risposta è sì. Ha un sapore che non si dimentica. E i prezzi, rispetto a quanto siamo abituati in Italia, si può dire siano ottimi e più bassi. Oltre alla carne, abbiamo mangiato alcune zuppe e le famose empanadas, farcite in tutti i modi possibili. Nella zona di Puerto Natales e Ushuaia, invece, sono da provare i piatti a base di pesce: squisiti. Se in Cile abbiamo assaggiato un cheviche spettacolare, quasi più buono di quello provato in Perù, ad Ushuaia non perdetevi la centolla, un super granchio, enorme e saporitissimo! Non potrete andar via dalla Patagonia però, senza aver sorseggiato almeno una volta i vini argentini e cileni. Che siano bianchi o rossi, sono eccezionali! Per non parlare della grande sorpresa: le birre artigianali locali! Di tutte le varietà, le abbiamo trovate molto buone e, anche in questo caso, super economiche! Insomma, in Patagonia, come avrete capito, non siamo per nulla morti di fame! 😛

Patagonia fai da te: un viaggio per tutti

La Patagonia è un viaggio assolutamente per tutti. La struttura dei parchi permette di organizzare la vacanza secondo le proprie esigenze. C’è infatti la possibilità di girarli in auto, fermandosi nei vari punti panoramici oppure di seguire i percorsi di trekking, con soste nei vari accampamenti. Ciò rende queste mete davvero versatili. Sul nostro cammino abbiamo incontrato viaggiatori di tutte le età. Dal gruppo organizzato di anziani, a quelli che si arrampicavano con noi nei sentieri di trekking insieme a famiglie con bimbi piccolissimi o ragazzi con zaino in spalla. I  mezzi di trasporto sono poi abbastanza comodi, qualsiasi sia l’opzione che si sceglie. E per la sua bellezza, incontaminata e ancora selvaggia, è un viaggio che mi sento di consigliare proprio a tutti e per cui, l’avrete capito, ripartirei anche subito 🙂

12 commenti

unasicilianaincucina · 9 Aprile 2019 alle 9:50 AM

io ed il mio compagno abbiamo come sogno quello di andare in Patagonia in moto spero un giorno di riuscire a realizzare questo sogno, grazie per tutti i consigli

    Ela · 12 Aprile 2019 alle 8:17 AM

    Wow che sogno stupendo! Sai che sul nostro tragitto abbiamo incontrato un sacco di viaggiatori in moto?? Deve essere un’esperienza super emozionante 🙂

FRANCESCA G. · 9 Aprile 2019 alle 5:51 PM

Che meraviglia! Doveva essere la meta del nostro viaggio di nozze (tanti tanti anni fa…) ma poi scegliemmo Perù ed Ecuador. La voglia della Patagonia c’è ancora e vorremmo tanto farla. Nel frattempo abbiamo avuto due bambini. Vediamo se riusciamo a visitarla seguendo il tuo itinerario che mi sembra ottimo e interessante. Grazie

    Ela · 12 Aprile 2019 alle 8:19 AM

    Ciao Francesca, mi fa piacere possa esserti utile. Abbiamo incontrato tante famiglie con bambini di tutte le età sia nel lato cileno che argentino e mi sento davvero di dirti che è assolutamente un viaggio bimbo – friendly 😉

sandra · 9 Aprile 2019 alle 6:08 PM

Questo è un viaggio da sogno! Avete visto posti bellissimi purtroppo le lunghe distanze vi hanno sicuramente impedito di vedere tutto ma…potrebbe essere un buon motivo per tornare, no?! 😉

    Ela · 12 Aprile 2019 alle 8:20 AM

    ehehhe esatto Sandra!! E’esattamente quello che abbiamo pensato entrambi sul volo di ritorno verso casa 🙂

Giulia · 10 Aprile 2019 alle 2:34 PM

In Cile sono stata l’anno scorso ma ho toccato solo la parte nord e centrale. L’Argentina, invece, è uno dei miei sogni. Spero prima o poi di farcela perché ha davvero dei paesaggi unici. E poi adoro il loro loro accento in spagnolo 😀

    Ela · 12 Aprile 2019 alle 8:22 AM

    Sì anche io 😉 Ce la farai, anche io erano anni che lo sognavo e poi il sogno si è avverato 🙂

Giordana Querceto Bartels · 11 Aprile 2019 alle 7:08 AM

grazie per questo post! una rispolverata alle emozioni che provai in quei post 10 anni fa, fa sempre bene!

    Ela · 12 Aprile 2019 alle 8:25 AM

    Ciao Giordana, sono davvero contenta di essere riuscire a rievocarti le emozioni di 10 anni fa. Io credo, sarà un viaggio che non dimenticherò mai 🙂

GIUSEPPE · 4 Ottobre 2019 alle 2:50 PM

ciao,
molto interessante il tuo blog, in in programma giro simile per Novembre, se non sbaglio ho letto che avete avuto problemi con auto, visto che viaggerò solo hai suggerimenti? strade da evitare?
grazie!!!

    Ela · 6 Ottobre 2019 alle 11:05 PM

    Ciao Giuseppe, grazie ci fa piacere che il blog possa essere di tuo interesse e utile 🙂 Sì con l’auto abbiamo trovato diverse strade sterrate o comunque in condizioni non ottimali. Andando verso il Cile, ti segnalo il tratto della Ruta 40 che da Estancia Tapi Aike conduce sino al confine: lì ci sono diverse buche, non piccole, su cui abbiamo forato. E poi l’anno scorso, lungo la strada che dal paesino Torres del Paine conduceva all’ingresso sud del parco, erano costantemente presenti dei lavori e il tratto sterrato era di circa un’ora. Nel frattempo però, credo che i lavori sono finiti 😉 In ogni caso il suggerimento è di fittare un’auto con la copertura completa, vetri inclusi, di modo che qualsiasi danno sia poi coperto e rimborsato. Buon viaggio!

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