• Ushuaia, Canale di Beagle, Museo Maritimo y del Presidio, Parco Nazionale Terra del Fuoco
  • Pranzo da Bar Ideal, Quinquela
    Cena da Viejo Marino, La Estancia Parrilla, Casa Olmo
  • Antarctica Hostel
  • Volo da El Calafate, Bus, Tren de la Fin del Mundo
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  • Rotolando verso sud, Negrita
  • Parco Nazionale Terra del Fuoco, Museo Maritimo y del Presidio, Crociera sul canale di Beagle
  • L'ultimo Pirata della Patagonia, T. Barbini

Due giorni a Ushuaia: Itinerario in sintesi alla fine del mondo

Due giorni pieni nella città più estrema dell’Argentina. Eccoci ad Ushuaia, penultima tappa del nostro viaggio in Patagonia. Siamo nella Terra del Fuoco, la zona abitata più a sud della terra. Luoghi dove si sono incontrate storie di marinai, pirati, avanzi di galera, militari, esploratori, cacciatori di balene e non solo. Due giorni a Ushuaia sono un tempo giusto per riuscire a visitare con calma il centro senza perdere le altre attrazioni come il Parco della Terra del Fuoco e la crociera sul canale di Beagle. E, se per caso passate da quelle parti senza avere il biglietto di ritorno o, con parecchio tempo a disposizione, magari potete fare un pensierino a partire per l’Antartide. Tante sono le offerte last minute che troverete nelle vetrine delle varie compagnie, tutte a prezzi super scontati rispetto a quanto si pagherebbe prenotando dall’Italia.

Arrivo alla punta estrema dell'Argentina e prime impressioni su Ushuaia

Partiti con un volo Aerolinas da El Calafate, arriviamo in città verso le dieci del mattino. Già l’atterraggio è degno di nota. Nubi e vento forte, rendono necessaria una virata molto stretta che subito ci fa ammirare Ushuaia dall’alto. Pioviggina e la temperatura è intorno ai 10°circa. L’aeroporto è a dieci minuti dal centro città. Arriviamo velocemente all’Antarctica Hostel che sarà la nostra base per le prossime due notti. Un ostello spartano ma molto carino ed economico in pieno centro e dotato di tutti i comfort. Una sistemazione che consiglio vivamente se piace il genere, sia perchè ben frequentato e con spazi comuni curati, sia perchè dotato anche di camere con bagno privato. Subito prendiamo confidenza con la città. In cinque minuti a piedi arriviamo nella piazzetta principale dove sono presenti i chioschi delle compagnie che effettuano le crociere nel Canale di Beagle. I prezzi sono tutti uguali, varia solamente il percorso. In alcuni casi sono previste soste sulle isole più lontane oppure, con più tempo a disposizione, la discesa sull’Isla Navarino. Ci piacerebbe effettuare la crociera con partenza alle 19:00 per vedere il tramonto ma, le poche compagnie che partono in giornata non la prevedono per mancanza di adesioni. 

Avendo a disposizione solo il pomeriggio e poichè vedremo i pinguini a Punta Tombo, optiamo per la mini crociera semplice della durata di 3 ore. Ci vengono sconsigliati in questa stagione i tour che arrivano sino alla pinguinera di Isla Martillo, essendo i pinguini migrati verso nord. L’appuntamento è per le 15:00 e scegliamo l’agenzia Rumbo Sur. Prima di continuare la visita della città, ci fermiamo all’ufficio turistico per farci appore sul passaporto il famoso timbro “Fin del Mundo“. Ushuaia non è particolarmente carina, anzi. Ha l’aspetto di una città industriale, complice probabilmente il grande porto dove, oltre le navi da crociera, sono presenti diversi mercantili. Da un lato c’è il mare del Canale di Beagle, sovrastato da nubi tra il grigio scuro e il ceruleo che sembrano minacciare pioggia all’istante. Alle spalle invece, svettano alte montagne, dalle cime aguzze e ancora innevate, che conferiscono alla città un fascino particolare. 

Il Museo Maritimo y del Presidio: dritti alla memoria di Ushuaia, colonia penale dell'Argentina

Dedichiamo ciò che resta della mattinata, ad uno dei luoghi più importanti per la città, dal punto di vista storico: il Museo Maritimo y del Presidio. Raggiungibile sempre facilmente a piedi dal centro, è una visita che consigliamo per comprendere meglio l’evoluzione di Ushuaia come città di confine ed entrare un pò di più nella strana atmosfera che vi si respira. Il Museo, dove incluso nel prezzo c’è anche un’utile audio guida, ha diverse sezioni. C’è quella relativa alla storia marittima, con modelli di navi, vecchie radio e foto storiche; le antiche carceri, la parte secondo me, più toccante ed interessante della visita; la sezione dedicata alle spedizioni in Antartide ed, infine, quella all’Arte marittima, con esposizioni di opere d’arte. Ad inizio novecento il governo, per ragioni umanitarie, decise di spostare in città, proprio per la sua posizione estrema e il suo clima tutt’altro che accogliente, il carcere militare dove venivano spediti in primis prigionieri politici e, successivamente, delinquenti di ogni genere.

L’idea era quella di rendere Ushuaia una vera e propria colonia penale. Una parte delle celle sono state rimesse a nuovo e qui, oltre ad alcuni cimeli dell’epoca e quadri, si trovano narrate le storie di alcuni dei prigionieri che hanno abitato tra queste mura. Tra i più famosi, l’italiano Godino, protagonista di una serie di omicidi di bambini nella capitale e ricordato per le grandi orecchie a sventola e, Simon Radowitzky, un anarchico russo che uccise in un attentato il generale Falcon. E proprio Radowitzky pare sia stato l’unico che riuscì ad evadere dal carcere di Ushuaia. Sapete come? Con l’aiuto di un personaggio diventato leggenda e di cui si trovano libri ed immagini anche nei negozi di Ushuaia. Stiamo parlando di Pasqualino Rispoli, l’ultimo pirata della Patagonia, a quei tempi famoso da Punta Arenas sino ad Ushuaia. Della sua storia e di come, da Torre del Greco si sia poi ritrovato ad aiutare l’evasione dell’anarchico russo, ne parla Tito Barbini nel libro che trovate indicato ad inizio articolo e che mi ha accompagnato durante i giorni in Terra del Fuoco. Una lettura di viaggio che vi consiglio per entrare ancora di più in empatia con questa terra. La visita al museo, consigliata, dura nel complesso un paio di ore.

La mini crociera sul Canale di Beagle: verso Capo Horn

Dopo il museo, cerchiamo dove pranzare velocemente. Ci fermiamo per puro caso al Bar Ideal, un posto non consigliato per mangiare ma, al massimo, per bere qualcosa in un’atmosfera vivace. Ci rechiamo poi al molo da dove partiremo per la mini crociera. Sono le tre e mezzo del pomeriggio, il sole si vede a stento e naturalmente tira vento. Il tour, che durerà all’incirca tre ore, si svolge a bordo di un piccolo aliscafo con guida spagnola. Mentre prendiamo il largo, vediamo Ushuaia allontanarsi sempre di più, con le sue montagne che sembrano proteggerle le spalle e arrivano quasi a mare, insieme a nuvoloni di molteplici forme e colori. Ci fa compagnia, a tratti, una leggera pioggerellina. La prima tappa del percorso è un isolotto a circa 30 minuti di navigazione. Qui scendiamo a terra per un quarto d’ora per una breve passeggiata. Ciò che colpisce, per lo più, non essendoci animali nelle vicinanze è il paesaggio…brullo. Risaliti sull’imbarcazione, il tragitto prosegue verso il faro. Lungo il percorso però ci accostiamo all’Isla de Los Lobos dove sono spiaggiati tenerissimi leoni marini, che quasi litigano tra di loro. Più si prosegue e più la città di Ushuaia è un lontano ricordo. Davanti a noi ora solo il mare, nuvole minacciose onnipresenti e, l’orizzonte, che a stento riusciamo a scorgere. 

Oltre quella linea così labile, complice probabilmente il vento che ci taglia la faccia, solo Capo Horn e poi l’Antartide. E sapete qual è la sensazione che si prova in questo momento? Quella di volere andare oltre, di scoprire cosa c’è aldilà dell’orizzonte, così poco definito che racchiude la fine del mondo. Mari solcati da navigatori, corsari, ribelli, generali e che, per molti di loro, sono stati un incubo. Terre dove si sono incrociate le storie di tanti, come Fitzroy e Darwin, imbarcati insieme sulla stessa spedizione intorno al mondo. Oppure quella del pirata Pasqualino Rispoli e di Alberto Maria De Agostini, missionario appassionato di fotografia, esploratore e cartografo a cui si devono le prime mappe puntuali della zona. E ancora, Antoine de Saint-Exupéry, che sorvolò le zone durante il suo incarico presso l’aereo postale Argentina – Francia. Mi affascina pensare al crocevia che sono state queste acque, a quanti siano passati di qui, rimanendo stregati. Dopo l’Isla de Los Lobos e scogli pieni di cormorani, arriviamo finalmente al famoso faro di Ushuaia, Les Eclaireus che sorge solitario su un piccolo isolotto. Non si visita essendo in disuso. Siamo alla tappa finale della crociera e, dopo foto da tutte le angolazioni, la barca ritorna verso Ushuaia. L’escursione, anche se turistica, è comunque tra le cose da non perdere. Abbiamo trovato le guide molto professionali e chiare nelle spiegazioni. Per me poi, navigare in queste acque, è stata un’esperienza di gran fascino. <3

Il ritorno a terra e la cena in uno dei locali must di Ushuaia

Tornati verso le sei del pomeriggio, direttamente all’ostello prenotiamo  per l’indomani il transfer per il Tren de la Fin del Mundo, inclusivo del bus alla stazione. Per cena optiamo per uno dei must di Ushuaia, frequentato anche da locals oltre che da turisti: il Viejo Marino, ristorante in pieno centro. Qui non si prenota ma, una volta arrivati, si lascia il nome e si aspetta il proprio turno. Nonostante il freddino, decidiamo di restare. L’attesa di quasi un’oretta viene decisamente premiata! Ordiniamo sia un filetto di salmone rosado accompagnato da una salsa a base di gamberi e granchio che la specialità della casa: la centolla, un granchio reale dei mari australi. Entrambi i piatti, ma soprattutto il super granchio, sono spettacolari e freschissimi, dai sapori molto intensi. Accompagniamo la cena con un buon vino bianco patagonico che si fa sorseggiare con piacere. Il nostro suggerimento è di non perdere assolutamente questo ristorante perchè, nonostante l’attesa, vale assolutamente la pena. Inoltre, è super economico! Noi abbiamo pagato l’intera cena circa 25€ a persona, con porzioni belle abbondanti 😉

Secondo giorno ad Ushuaia: la visita al Parco Nazionale Terra del Fuoco

Alle 9:00 il transfer prenotato per 700 pesos, viene a prenderci. Dopo un giro dei vari ostelli/alberghi e un cambio di vettura, prendiamo il mini bus che ci condurrà sino al punto di partenza del Tren de la Fin del Mundo. Dopo circa una mezz’oretta, giungiamo alla stazione dove compriamo i biglietti del treno (1200 pesos) e l’ingresso al parco (490 pesos). Il trenino funziona solo in entrata al parco; al ritorno, invece, sarà il bus a ricondurci in città. Il treno a vapore, molto curato, percorre in un’oretta parte del tragitto che faceva l’antico convoglio che conduceva i carcerati nel parco per svolgere lavori a loro carico. Lungo il percorso, oltre ad una breve sosta, c’è anche una voce narrante che illustra la storia del treno e cosa c’è intorno. Il punto più d’effetto è sicuramente il Cimitero degli Alberi, vallata dove, oltre a dei cavalli, ci sono i resti dei tronchi (bassissimi) che furono tagliati proprio dai carcerati ad inizio secolo scorso. Soltanto ai migliori in condotta veniva concesso di lavorare fuori dalla prigione. Una volta arrivati, il nostro minibus ci dà appuntamento alle 15:00.

Iniziamo così ad esplorare i sentieri, tutti abbastanza brevi e con poca pendenza. Quelli più impegnativi e lunghi sono purtroppo chiusi. La nostra prima tappa è Bahia Lapataia, dove c’è un piccolo mirador. Ci sono già alcuni gruppi di turisti organizzati e optiamo, quindi, per qualche sentiero meno affollato. La difficoltà dei vari percorsi nelle vicinanze, fattibili in mattinata, ci sembra molto bassa. Iniziamo così a dirigerci verso Senda la Baliza. Il sentiero che attraversa anche una parte boscosa, molto easy, dura una mezz’oretta, dopo la quale si giunge in una sorta di baia con un piccolo faro. Qui a parte alcune papere, non vediamo altri animali. Dopo qualche foto, ritorniamo al punto di partenza. Seguendo la mappa, ci dirigiamo verso la Laguna Negra. Il sentiero, leggermente più lungo del precedente, è molto scenografico. Attraversiamo infatti un bosco fitto pieno di alberi alti che ci ripara dal pò di sole che ogni tanto fa capolino dalle nubi. L’intero tragitto è molto silenzioso. Una volta arrivati nella laguna, osserviamo la turba, formazione del terreno tipica della zona. Ci godiamo lo spettacolo e ne approfittiamo per ricaricare le batterie con il nostro pranzo a sacco. Prima di ritornare, andiamo a vedere la Castorera, che dista 10 minuti di cammino. I castori furono introdotti in questa zona nel 1946 e non essendo presenti predatori, colonizzarono tutta la zona fuegina sino al Cile. La nostra visita al Parco della Terra del Fuoco finisce qui. Dopo i percorsi di trekking nella zona di El Chalten, quelli presenti qui e che abbiamo potuto esplorare, compatibilmente con i nostri tempi, non ci hanno esaltato molto. La visita però è comunque consigliata, soprattutto per il Tren de la Fin del Mundo.

Arrivederci Terra del Fuoco: salutiamo Ushuaia, città più estrema dell'Argentina e del mondo

La nostra ultima serata ad Ushuaia, la trascorriamo camminando per le strade della città, dove il sole tramonta oltre le dieci di sera. Passiamo davanti ai murales dedicati ai carcerati più famosi come Godino e alla Galleria Tematica della storia Fuegina. Se già l’esterno del palazzo è molto “scenografico” e d’impatto, anche l’interno, di cui abbiamo visto solo l’ingresso, è nello stesso stile 😀 Passeggiamo vicino al mare, per goderci le ultime ore del giorno con le montagne alle spalle e i colori del tramonto. Ormai ci siamo abituati pure al vento… 

Per cena scegliamo La Estancia Parrilla che però troviamo turistico e neanche particolarmente gustoso. Ci consoliamo però dopo, in un posticino molto carino, Casa Olmo, a due passi dall’ostello. Qui beviamo delle ottime birre artigianali accompagnate da un semifreddo. Il menù però è ampio e c’è una buona scelta anche per vegetariani 😉

L’indomani ripartiamo alle 13:00 con un volo interno diretto a Trelew.

Si chiudono così i nostri giorni a Ushuaia, la città argentina più a sud del mondo. Un luogo comunque affascinante, con il mare che sembra sempre pronto a scatenarsi in tempesta e le nubi scure, costantemente in cielo. Una città dove onnipresenti sono i richiami alla sua recente storia di colonia penale, le rivendicazioni sulla proprietà delle Isole Malvinas ma anche alla sua identità nazionale con targhe dedicate ad Evita. Una città dove le storie di pirati, esploratori e di tutti coloro che vi sono passati, si continuano a respirare, contribuendo così a creare un’atmosfera unica. Un’atmosfera che forse, si respira solo alla Fine del Mondo… 


16 commenti

ANTONELLA MAIOCCHI · 12 Luglio 2019 alle 11:42 AM

Sono stata a Ushuaia durante il mio viaggio in Patagonia e ne sono rimasta affascinata per l’atmosfera da “fine del mondo” sempre presente in questa città. Sarà per il vento o per l’idea che l’Antartide è davvero ad un passo. O anche per tutte le storie di piriati, navigatori e avventurieri. leggerò sicuramente il libro che racconta la storia dell’ultimo pirata!

    Ela · 16 Luglio 2019 alle 11:30 AM

    Ciao Antonella, sì il libro te lo consiglio vivamente anche perchè leggendolo ho scoperto un sacco di cose sulla storia di quei luoghi che non conoscevo 😉

Francesca · 12 Luglio 2019 alle 8:08 PM

La Patagonia deve essere una meta meravigliosa, soprattutto la parte che si affaccia sull’Antartide. Grazie per il tuo articolo, mi ha molto incuriosita! 🙂

    Ela · 16 Luglio 2019 alle 11:34 AM

    Ciao Francesca, grazie mi fa piacere 🙂 Sì la Patagonia è un decisamente un viaggio spettacolare, super consigliato!

Dani · 15 Luglio 2019 alle 11:58 AM

Inutile dire che questa è una meta assolutamente presente nella mia wishlist… che luogo pazzesco!!!

    Ela · 16 Luglio 2019 alle 11:39 AM

    Ciao Dani, pazzesco è l’aggettivo che la descrive perfettamente 🙂 E’un viaggio che rimane nel cuore…

Arianna Serra · 16 Luglio 2019 alle 10:55 AM

Ushuaia è senza dubbio nell’immaginario collettivo dei viaggiatori, ma il tuo articolo ne svela abilmente anche la zona d’ombra. Brava!

    Ela · 17 Luglio 2019 alle 1:23 PM

    Ciao Arianna, grazie mille. Sono contenta ti sia piaciuto 🙂

sandra · 16 Luglio 2019 alle 11:18 AM

Hai descritto il viaggio che desidero fare da anni e anni e mi hai fatto venire ancora più voglia di andarci finalmente a Ushuaia! Speriamo….

    Ela · 17 Luglio 2019 alle 1:24 PM

    Ciao Sandra, ti capisco perfettamente perchè era il viaggio che sognavo anche io da anni….spero tu ci possa andare presto!!! 🙂

MARTINA BRESSAN · 17 Luglio 2019 alle 11:34 AM

Complimenti per questo bellissimo articolo, davvero ricco di inforamzioni. Questa è una zona del mondo che non conosco bene, ma che mi mette sempre più interesse curiosità e sto pensando seriamente ad un prossimo viaggio da queste parti…
Dev’essere stato davvero bello quel ristorante, Viejo Marino, con quell’ottimo pesce.. un suggerimento che non mancherò di seguire !

    Ela · 17 Luglio 2019 alle 1:25 PM

    Grazie mille Martina, spero possa esserti utile 🙂 Eh il Viejo Marino è stato veramente top!!!

Virginia · 27 Luglio 2019 alle 3:10 PM

Articolo interessante ed utile, visto che quest’inverno vorremmo andare in Patagonia e raggiungere Ushuaia. Grazie per le info

    Ela · 30 Luglio 2019 alle 9:08 AM

    Ciao Virginia, mi fa piacere ti possa essere utile. Poi se hai bisogno di altre info per la Patagonia scrivimi pure 😉

Alessandra · 29 Luglio 2019 alle 9:45 AM

Non sono mai stata in America del Sud, sembra un posto da sogno. Spero di poterci andare un giorno!

    Ela · 30 Luglio 2019 alle 9:06 AM

    Te lo auguro davvero, è una terra che non si dimentica!

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