Un viaggio in Argentina non è mai facile da raccontare. Soprattutto se ci si torna dopo tanti anni (ben 8 nel nostro caso) perchè ci avevi lasciato un pezzo di cuore. Dopo il nostro viaggio in Patagonia che ci aveva riempito gli occhi e l’anima di emozioni, già mentre il nostro aereo di ritorno stava decollando, ci dicemmo “Torneremo”…E così è stato. Con una compagna di viaggio in più ma, con la stessa voglia e curiosità di esplorare ancora questo paese così immenso, dove la parola libertà è qualcosa di più di una semplice idea astratta.
Viaggio in Argentina di 11 giorni: Itinerario completo e cosa vedere
Abbiamo viaggiato in Argentina a fine marzo, momento che corrisponde a fine estate, ideale per evitare luoghi sovraffolati e le temperature elevate di gennaio e febbraio. Un periodo perfetto anche per il meteo, con pochissime piogge, giornate ancora lunghe e temperature non rigide al sud. Il nostro itinerario è stato di 11 giorni pieni, divisi tra Buenos Aires, le cascate di Iguazù e San Carlos de Bariloche in Patagonia. Non avendo molto tempo a disposizione, abbiamo scelto solo tre tappe, riducendo i giorni complessivi nella capitale, essendoci già stati.
Se le cascate di Iguazù erano per noi una meta obbligata non avendole mai visitate, la scelta di tornare nuovamente in Patagonia e di andare Bariloche è stata dettata dalla curiosità di visitare un altro angolo di questa regione. Volevamo, infatti, approfittare di un mese dell’anno in cui il clima è ancora mite e perfetto per trekking ed escursioni nelle terre del sud. Alternative sarebbero potute essere sia la città di Mendoza che di Cordoba oppure, per chi visita il paese per la prima volta, la Patagonia del sud.
Da Iguazu a Bariloche, passando per Buenos Aires: il nostro viaggio tappa per tappa
Nel complesso, abbiamo dedicato a Buenos Aires tre giorni pieni e una mezza mattinata. Avendola già visitata in precedenza, abbiamo deciso di soggiornarci solo il tempo necessario per riprenderci dal viaggio intercontinentale. L’obiettivo era per guadagnare qualche giorno in più nelle altre tappe del viaggio. Nel complesso, siamo stati nella capitale, due notti all’andata (essendo atterrati da Roma all’alba) e due notti al ritorno. Abbiamo trovato molto comodo arrivare molto presto la mattina e avere il volo di rientro la sera tardi, sfruttando così, per intero, due giornate. Seconda tappa è stata Iguazù che abbiamo raggiunto da Baires con un volo interno di circa 2 ore. Qui avevamo pianificato, inizialmente, tre giorni e tre notti per visitare sia il lato argentino che quello brasiliano delle cascate. A causa però, di uno spostamento del volo successivo, abbiamo dovuto ridurre la permanenza a due giorni, visitando solo la parte Argentina.
E così, sempre con un volo interno di Aerolinas con scalo nella capitale, da Iguazù siamo arrivati in Patagonia, a Bariloche. Qui abbiamo concentrato la maggior parte della vacanza, dedicando 5 notti alla zona. Ne abbiamo approfittato per esplorare anche i dintorni e spingerci fin quasi al confine con il Cile, percorrendo un tratto della mitica Ruta 40. Da qui poi, siamo rientrari per una notte a Buenos Aires da dove siamo ripartiti per l’Italia la sera successiva.
Le tappe del nostro itinerario in Argentina in sintesi:
- Buenos Aires
- Puerto Iguazù
- San Carlos de Bariloche, Patagonia
- Buenos Aires
Clima: qual è il periodo migliore per visitare l'Argentina?
Prima di rispondere a questa domanda va fatta una dovuta premessa. Data l’estensione del paese, non si può individuare una stagione perfetta per andare in Argentina, indistintamente, per tutte le località. Le cascate di Iguazù, ad esempio, visto il clima tropicale durante tutto l’anno, possono essere visitate senza problemi in qualsiasi periodo. Benchè tra gennaio e febbraio siano nel momento di maggior portata d’acqua, essendo piena estate, può fare davvero caldo e piovere. Per quanto riguarda la zona del nord, città come Cordoba e Salta possono essere visitate tranquillamente sia durante la nostra estate che nei mesi che vanno da aprile fino a novembre. Al contrario, durante l’estate australe che va da fine dicembre a fine marzo, può fare molto caldo. Discorso a parte merita Buenos Aires e la zona limitrofa. Se la città si anima con l’inizio della stagione primaverile e poi con quella estiva, anche in inverno (salvo chiaramente situazioni estreme) è possibile visitare la capitale argentina.
Da non sottovalutare l’inizio dell’autunno (da fine marzo) in cui si possono trovare ancora temperature sui 20 gradi ma, con qualche pioggia in più. Molto caldi e umidi sono invece i mesi di gennaio e febbraio. Per la Patagonia invece, sicuramente i mesi di luglio e agosto sono i più freddi ed, in generale, quelli sconsigliati. A causa delle temperature rigide può diventare complicato spostarsi. Per attività outdoor e trekking, sicuramente la primavera tra novembre e inizio dicembre è uno dei momenti migliori, seguita dall’estate (più affollata però e con rischio di clima molto secco) e dal mese di marzo. Discorso diverso è se, invece, volete provare l’esperienza di andare a sciare in Patagonia, ad esempio nella rinomata Bariloche. In quel caso allora, non vi resta che scegliere tra luglio e agosto e il divertimento è assicurato!
Ad ogni modo, le stagioni intermedie tra settembre e novembre e, fine marzo ed inizio maggio, possono essere quasi ovunque una scelta top per andare in Argentina. Oltre che per un tema climatico, sono i momenti di minor afflusso turistico e in cui i prezzi, di conseguenza, più bassi.
Come spostarsi in Argentina: la nostra scelta
Abbiamo raggiunto l’Argentina con un volo intercontinentale diretto da Roma della compagnia Aerolinas Argentinas. Per quanto riguarda il resto dell’itinerario, trattandosi di un viaggio con tappe molto distanti tra loro con i giorni contati, ovviamente spostarsi con i voli interni è stata l’unica soluzione. In tutti i trasbordi, abbiamo volato con Aerolinas Argentinas e ci siamo trovati molto bene, sia per puntualità che per rapporto qualità prezzo. Prenotando, infatti, i voli 4-5 mesi prima della partenza, i prezzi erano inferiori ai 100€ a tratta a persona.
In tutte le tappe, esclusa San Carlos de Bariloche, ci siamo spostati in taxi o a piedi. A Buenos Aires, ad esempio, abbiamo trovato molto conveniente muoversi con Uber. Solo durante i giorni in Patagonia abbiamo optato per il noleggio auto. Una cosa fondamentale, a nostro avviso, per avere maggiore flessibilità e godersi appieno i paesaggi patagonici. Per la scelta della compagnia, noi ci affidiamo sempre a Rental Cars o Discover Cars, scegliendo il pacchetto con copertura completa.
Quanto costa un viaggio in Argentina?
Nel nostro consueto plan di viaggio troverete nel dettaglio tutti i costi del nostro viaggio;) In linea di massima, benchè l’Argentina stia attraversando un periodo di forte inflazione, per vitto e alloggio, possiamo dire che i prezzi siano, più o meno, allineati alla media europea o, di poco inferiori. La voce che incide, maggiormente in un viaggio del genere, rimane il volo intercontinentale. Dopo aver monitorato i prezzi per mesi, possiamo dirvi che pagare un volo diretto (o con uno scalo non lunghissimo) meno di 900€ è difficile. Prenotando circa 7 mesi prima, siamo riusciti a a trovare i biglietti del volo diretto da Roma a circa 960€ a testa. Un prezzo non economico ma, che paragonato ai 1200€/1300€ che in media avevamo visto sulla stessa tratta (anche con scalo) durante i mesi di alta stagione, ci è sembrato quasi un buon affare.
In loco, abbiamo trovato conveniente spostarsi con Uber. Per dare un’idea, corse di circa mezz’ora, sono costate intorno ai 3€. Pure lo street food è ancora economico. Se il costo del carburante ci è sembrato più conveniente dell’Italia, per il pernottamento siamo, in media, sui 90-100€ a notte per una stanza doppia/tripla con bagno privato e colazione in strutture di almeno 3 stelle. Insomma, un costo della vita non elevato ma, neanche particolarmente basso.
Cosa mangiare in Argentina: non solo asado ed empanadas
Se la carne la fa un pò ovunque da padrone, c’è da dire che si possono trovare diverse alternative. Prima tra tutte le mitiche empanadas, riempite con qualsiasi condimento, anche trota oppure interamente vegetariane. Nella regione dei laghi, ad esempio, abbiamo provato diversi piatti a base di trota e pesci di lago, oltre a uova servite in svariati modi o zuppe di carne e legumi. Inoltre, soprattutto in città come Buenos Aires, l’offerta gastronomica è molto ampia e variegata e si può mangiare davvero di tutto.
Dalla pizza (in versione sia sudamericana che simil italiana) a piatti asiatici a base di noodles in quartieri come il Barrio Chino, fino a ristoranti peruviani e, naturalmente, italiani. Insomma, a seconda dei propri gusti e delle necessità alimentari, benchè la carne in tutte le sue versioni sia un alimento principale della tradizione culinaria argentina, si trovano delle alternative senza grandi problemi 😉
Argentina: una meta adatta davvero a tutti
Noi siamo tornati in Argentina con la nostra bimba di 4 anni e, anche stavolta, l’abbiamo trovato (per quel che abbiamo visto) un paese sicuro e tranquillo. Da Buenos Aires alla Patagonia, possiamo dire che un viaggio in Argentina sia adatto davvero a tutti con un’elevata attenzione per famiglie e bambini quasi ovunque. Se a Buenos Aires ci siamo sempre sentiti super tranquilli nel camminare in strada sia di giorno che di sera, quando abbiamo visitato luoghi come le cascate di Iguazù o alcuni parchi in Patagonia, abbiamo notato una grande attenzione all’accessibilità. La capacità di aver reso luoghi meravigliosi accessibili a chi può avere problemi motori o bimbi in passeggino, è uno degli aspetti che più ci ha colpito e che abbiamo apprezzato.
0 commenti