• Diamante, Grisolia, Belvedere vecchia, Cirella, Spiaggia Arcomagno
  • Cena da Antico Frantoio Diamante, Aperitivo da Frija e Fuji, granita a Belvedere
  • Diamante, appartamento
  • Auto, 66 km circa
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  • Tongue Tied, Grouplove
  • Diamante, Spiaggia di Cirella, Belvedere vecchia, Sagre locali, Spiaggia Arcomagno S.Nicola Arcella

L'itinerario in sintesi

Una settimana alla scoperta di alcune meraviglie calabre tra il mare della Riviera dei Cedri e gli antichi borghi del Parco del Pollino. Si parte da Diamante e dai suoi dintorni, luoghi che sapranno stupirvi per i paesaggi incantevoli ma al tempo stesso così vari. Tra le spiagge Top, da non perdere Cirella e l’Arcomagno a S.Nicola Arcella. A quest’ultima, stupenda per la sua conformazione naturale, si accede però da un sentiero un pò ripido e scosceso, abbastanza stretto, non super adatto per chi ha problemi motori.

Diamante: il borgo tra mare, peperoncini e murales

Per la nostra settimana calabra abbiamo fatto base a Diamante. Paesino nel cuore della Riviera dei Cedri a mezz’ora di auto da Scalea, è raggiungibile anche in treno con Intercity o Freccia Bianca. Famoso in primis per i peperoncini, Diamante è un gioiellino da non perdere. Non solo per il suo antico borghetto a picco sul mare ma anche per i suoi murales, che colorano vicoli e piazzette del centro storico. Murales che furono iniziati nel 1981 su iniziativa del pittore Nani Razetti con l’obiettivo di rievocare il passato del borgo. Particolarità è che, dopo le diverse edizioni, ogni anno ne viene aggiunto. E dal 2017, ad aggiungere un ulteriore tocco di brio, si sono aggiunte anche opere di street art. Ma non dimentichiamoci i peperoncini, prodotto tipico di Diamante che ogni anno viene celebrato agli inizi di settembre con una sagra dedicata. Diamante è naturalmente anche mare, per tutti i gusti. Se verso sud le spiaggette sono piccole e sabbiose, verso nord troverete un lungo litorale di sassi e ciottoli, con lidi attrezzati e spiagge libere, dove fare il bagno ammirando l’isola di Cirella. Qui, in alcuni giorni, l’acqua è di un azzurro così intenso, da non far rimpiangere assolutamente le spiagge caraibiche.

E se avete voglia di provare i sapori locali, non perdetevi una cena al Vecchio Frantoio, dalla location molto suggestiva. Immerso nel Parco del Corvino, oltre che per la carne è super consigliato per le lagane ai ceci con nduja buonissime e le patate al forno con finocchietto selvatico…Uniche! Se invece preferite un aperitivo dai sapori di mare, fermatevi in centro da Frija e Fuji, localino che dispone anche di tavoli per sedersi. Famoso per la frittura di pesce a metro, io vi consiglio un cuoppo take away da gustare sul lungomare magari accompagnato da una fresca birra! 😉 

I borghi della Riviera dei Cedri: Grisolia....

Se avete voglia di una pausa dal mare, i dintorni di Diamante sono ricchi di attività da organizzare. Una passeggiata al tramonto alla scoperta dei borghi come Grisolia e Belvedere, può essere un’ottima alternativa per godersi il calar del sole con un panorama mozzafiato. Il consiglio, soprattutto nel mese di agosto è di informarvi su eventuali sagre e manifestazioni locali che possono essere un’ottima occasione per vedere questi borghetti addobbati a festa. Io sono capitata a Grisolia in occasione della sagra del cinghiale che si tiene nei primi dieci giorni di agosto. Il suo centro storico è piccolino ma merita una visita. Arroccato su un cucuzzulo dalle pareti rocciose e un pò aspre, sorge alto sull’intera vallata circostante. Vi si arriva dopo circa mezz’oretta di auto da Diamante tra curve e tornanti. La vista sulla piana circostante e sul mare però, proprio per la sua posizione, è unica. Una volta arrivati in paese, ci siamo letteralmente arrampicati alla scoperta del borgo in direzione del Santuario di S. Rocco. Camminiamo nei vicoletti tra palazzetti sconnessi, spuntoni di roccia e abitazioni più recenti e, tra scale e fiori, scorgiamo anche peperoncini ad essiccare. Lungo la nostra passeggiata, incontriamo i vecchietti del luogo riuniti fuori un antico bar con appesi antichi quadri. Scene che sembrano un pò riportarci ai primi anni del dopoguerra, complici anche qualche vecchia 500 ferma per strada e il silenzio che ci circonda. Arriviamo al Santuario, da poco ristrutturato e dagli interni chiari, che sorge in un angolino, quasi un pò nascosto dal resto. 

La nostra passeggiata continua procedendo verso il lato opposto del paese. Qui, oltre ad esserci palazzine più recenti, scorgiamo anche murales di diverse dimensioni, molto vari e colorati. Tra un palazzetto e l’altro poi, ci sono degli angolini panoramici direttamente a strapiombo sulla vallata rocciosa, appena sotto i nostri piedi. Camminando camminando, arriviamo alla Chiesa di S. Antonio. Bassa e piccolina, ci colpisce per la sua facciata molto semplice, tutta in pietra con un piccolo rosone centrale. Anche gli interni, rivestiti in legno, sono molto semplici. Ritornando verso la piazzetta principale, assistiamo ad un bellissimo tramonto dalle tonalità violacee che abbracciano tutto il borgo vecchio e la vallata sino al mare che si è tinto degli stessi colori. Uno spettacolo! Per cena ci deliziamo con i piatti proposti in occasione della sagra del cinghiale, provando sia delle tagliatelle al ragù che un’ottima salsiccia.

...E Belvedere vecchia

Il borgo antico di Belvedere, ci ha sorpreso per la sua bellezza così diversa da quella dei paesini vicini. Anch’esso arroccato su una collinetta, ci cattura subito per le atmosfere un pò spagnoleggianti dei suoi palazzetti. Scopriamo infatti che il paese fu dominato dagli Aragonesi, che lo conquistarono nella prima metà del 1400. Noi siamo stati a Belvedere per una passeggiata serale, ma vi consiglio di passarci al tramonto, per godervi appieno il panorama. Parcheggiata l’auto in una stradina adiacente la piazzetta principale, molto carina, ci addentriamo nei vicoletti che si arrampicano verso il castello. Seguiamo il percorso e, passato Palazzo Perez, ci addentriamo sempre di più nel centro storico. Molto ben illuminato, ci sorprendono le sue stradine tra gattini, piante, scalette e quadri. Sì esatto, proprio quadri. In diversi angoli dei vari vicoletti infatti sono esposte diverse opere d’arte. 

Passata la chiesetta, proseguiamo e arriviamo sino al Castello Aragonese. Imponenti e massicce, il Castello e le sue mura sono ben conservate e le sue torri, illuminate ad hoc, dominano tutto il panorama circostante. La nostra passeggiata si conclude con l’assaggio della famosa granita al fico d’india del Bar Juve nella piazza principale.


2 commenti

marcella · 5 Settembre 2018 alle 4:08 PM

Come al solito,leggendo la descrizione,viene la voglia di visitare i luoghi.Siete chiarissimi

Sonia · 9 Settembre 2018 alle 11:12 AM

Bellissimo reportage, belle anche le foto, i luoghi li conosco bene, ma questo servizio me li fa amare ancor di più!

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