• Rathaus, Nashmarkt, Karlskirche, Stephansdom, Castello di Belvedere, State Hall of Austrian National Library, Albertina, Hofburg
  • Pranzo da Wiener Wiazhaus, Btzinger Wurstelstand
    Cena da Salm Brau
  • Cordial TheaterHotel
  • Metro, Tram, Cat, Pedibus
  • Palle di Mozart
  • Vienna, Billy Joel
  • Stephansdom, Rathaus, Graben, Castello di Belvedere, Albertina, Austrian National Library
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Gli itinerari in sintesi

Vienna è una città ideale da girare a piedi in quanto per lo più pianeggiante. Inoltre anche i mezzi pubblici funzionano perfettamente e questo rende possibile alternare gli spostamenti a piedi, senza affaticarsi troppo. Ecco i due itinerari a piedi percorribili in due giorni, dedicati alla scoperta del centro di Vienna. Un percorso tra musei, mercati e palazzi imperiali per calarsi totalmente nella sua atmosfera.

Primo giorno a Vienna: itinerario alla scoperta del centro

Una volta arrivati a Vienna, dall’aeroporto, ci sono diverse opzioni per raggiungere il centro città. Oltre al trenino che fa più fermate e ai taxi (a noi avevano proposto una cosa come 48€ per arrivare in centro!) noi optiamo per il Cat (City Airport Train). Al costo di 11€, in venti minuti circa, ci conduce al centro di Vienna. Il biglietto si può acquistare sia presso i corner in aeroporto che alle macchinette presenti sui binari. Lasciate velocemente le valigie in albergo, il nostro itinerario a Vienna inizia dirigendoci verso Maria Theresien Platz, la piazza dedicata a Maria Teresa d’Austria. Fa freddino ma non troppo, il sole fa capolino tra le nuvole illuminando a tratti i sontuosi palazzi viennesi. Tutti sono eleganti e decorati da fregi e statue agli ingressi. La statua di Maria Teresa, alta e possente, prima e unica sovrana donna a sedere sul trono degli Asburgo, domina l’intera piazza. A due passi il Museums Quartier, zona ricca di musei di vario genere. Proseguiamo a piedi in direzione Naschmarkt. E’ venerdì mattina, quasi ora di pranzo e, nonostante le strade poco trafficate, la città sembra silenziosa ma operosa.

Proseguiamo su Mariahilfer Strasse e, dopo aver attraversato una zona un po’ residenziale con palazzi più nuovi e colorati, arriviamo nei pressi del mercato. Il Naschmarkt si snoda lungo una strada abbastanza ampia e, oltre a semplici bancarelle molte delle quali coperte, ha anche veri e propri negozietti fissi dove si vende di tutto. Ci sono inoltre piccoli corner dove mangiare qualcosa velocemente e veri e propri ristorantini. A differenza però di quanto mi aspettavo, oltre frutta e verdura di tutti i tipi e colori, di tipico viennese c’è poco. Vengo però catturata da colori, odori e sonorità che sembrano quasi dalla provenienza medio-orientale. Il mercato è diviso in tanti angoli dedicati. Troviamo l’indiano, il turco, il greco e per me è un perdersi tra odori, spezie, formaggi ma anche piccoli dolcetti di pasta fillo a base di miele che naturalmente assaggiamo 🙂 E i prezzi, sono anche abbastanza buoni.

Attraversato tutto il mercato, alla fine, per calarci subito nell’ atmosfera viennese, decidiamo di mangiare da Wiener Wiazhaus, poco distante. E la scelta ripaga. Appena si entra nel locale sembra di essere catapultati negli anni ’50. Sci di legno appesi, poster di vecchie pubblicità o di band degli anni 60/70, insomma proprio un viaggio nel tempo. E se dalla descrizione il posto può sembrar solo vecchio e datato, vi assicuro che non lo è ma, anzi, è curato nei minimi dettagli, mantenendo uno stile semplice e genuino. Noi prendiamo un brodo a base di fegatini che ci rigenera e una salsiccia viennese accompagnata da crauti e patate. Tutto molto buono e dalle porzioni abbondanti a cui però facciamo onore 🙂 Dopo pranzo, la nostra camminata prosegue. Dopo aver passato il museo dedicato alla Secessione Viennese che ammiriamo solo dall’esterno, arriviamo in Karlskirche. La chiesa è molto bella ma non riusciamo purtroppo a salire sulla cupola, essendo fuori uso l’ascensore. Il nostro itinerario a piedi per Vienna prosegue passando prima davanti alla Musikverein, dove ogni anno si svolge il famoso concerto del primo dell’anno. La riconoscerete da diverse stelle sull’asfalto che la costeggiano con i nomi di diversi musicisti. Più avanti, nel vero centro di Vienna, troviamo il Teatro dell’Opera da un lato e, di fronte, il famoso Hotel Sacher. 

Stephansdom

Camminiamo lungo Karntner Strasse, via molto commerciale sino a trovarci davanti la meraviglia: il Duomo di Santo Stefano. È bellissimo con le sua guglia altissima e il gioco di maioliche sul tetto nei toni dal verde al giallo, che rappresentano l’aquila bicefala, stemma degli Asburgo. Un capolavoro d’arte gotica che cattura decisamente l’attenzione. Il duomo è veramente maestoso e vi entriamo subito, curiosi di vedere questa meraviglia anche al suo interno. Noi optiamo per il ticket di 4€ che dà la possibilità di vedere solo alcune aree senza la cripta e la navata centrale. Tutto in marmo grigio chiaro, c’è molta luce grazie alle tante vetrate colorate presenti. L’interno è un tripudio di guglie ed elementi architettonici che esaltano l’altezza della chiesa. Bellissimo è il pulpito gotico realizzato da Pilgram che strega sguardo e obiettivo della macchina fotografica. C’è abbastanza folla e godersi lo spettacolo con calma non è facile. La nostra visita dura circa una mezz’oretta. Usciti, prendiamo la metro in direzione Hauptbahnhof, per la prossima tappa: il castello del Belvedere.

Il Castello del Belvedere

Dopo aver fatto un piccolo tratto a piedi, arriviamo all’ingresso del parco che circonda il castello. Sono passate da poco le 16:30, la luce del sole inizia a calare, e il castello in lontananza ha un che di romantico. Ci sono pochi turisti, qualcuno che fa jogging e alcune anatrelle qua e là che girano libere. L’orario di chiusura del museo, normalmente è alle 18:00. Sapendo però di un’apertura serale straordinaria sino alle 21:00, ce la siamo presa abbastanza comoda.  La sorpresa però è stata che questa iniziativa era gratuita dalle 17:30! Dopo un giretto nei giardini, aspettiamo l’ora x e dopo una brevissima fila entriamo. Subito ci godiamo il meraviglioso Salone dei Marmi, con due camini ai lati, un meraviglioso affresco sul soffitto e…tanto di sdraio per sedersi ad ammirarlo con calma! Dopo questa piccola pausa procediamo con le altre sale. Sono tutte tematiche e spaziano tra opere del cinquecento sino alla prima metà del novecento. L’afflusso è ordinato e si riesce a vedere ogni opera con calma. Quando però arriviamo nelle sale dedicate alla secessione viennese, Giuditta è letteralmente presa d’assalto. Che siate o meno amanti di Klimt queste sale meritano una pausa per apprezzare tele come il Bacio, intramontabile e, Adamo ed Eva. Proseguiamo al piano di sopra dove ci sono altre opere degli inizi del novecento. Noi abbiamo scelto di visitare solo il Belvedere superiore per una questione di tempo e la visita è durata circa 2 ore e mezza.

Essendosi fatta ora di cena, avevamo prenotato nelle vicinanze da Salm Brau, birrificio molto carino dove si respira un’atmosfera frizzantina e allegra. Oltre le birre, di loro produzione, anche la cucina è molto buona. Dopo un pretzel e una zuppa alla birra come entreè, ordiniamo ribs di maiale e un cinghiale, accompagnato dai tipici gnocchetti austriaci, funghi, cipolle e una composta di frutti rossi che conferisce un sapore molto particolare al piatto, senza stonare. Una volta usciti da lì, torniamo verso l’albergo con gli occhi spalancati. Vienna di sera diventa magica, complici non solo i giochi di luci creati sui vari palazzi ma anche scene un pò surreali. Come quella di una carrozza bianca che ci passa davanti, facendoci sentire per un attimo nella Vienna di Sissi e Francesco Giuseppe. E così, come in un sogno, si chiude il nostro primo giorno nella capitale austriaca.

Hofburg, Albertina e non solo: Itinerario a piedi di mezza giornata

Questo secondo itinerario a piedi, è stato il giro del nostro ultimo giorno a Vienna. L’itinerario è percorribile in una mattinata, e include sia la pausa pranzo che quella per il dolce 🙂

Da Rathaus a Hofburg

Partiti dall’albergo, ci dirigiamo verso Hofburg, attraversando la verde Heldenplatz. Stamattina non si scorge il sole, ma Vienna è praticamente bianca. E non perché abbia nevicato ma perché la luce che traspare dalle nubi chiare che riempiono tutti gli angoli del cielo, crea un’effetto quasi ovattato. Intorno a noi sembra irradiarsi un candore che avvolge tutto e mette in risalto i palazzi, anch’essi dai toni chiari. Sembrano quasi un tutt’uno con il cielo. E quando chiediamo, com’è in genere il clima a Vienna, ci viene risposto proprio così…bianco. In quest’atmosfera, arriviamo alle spalle di Hofburg. Anche qui la nostra scelta, sempre per il poco tempo a disposizione, è di non visitare i vari palazzi tra cui anche il museo di Sissi, ma solo di ammirarli da fuori. Visitiamo però la State Hall della Austrian National Library che merita assolutamente una visita. Il salone infatti è la più grande biblioteca barocca in Europa e ospita oltre duecentomila libri. Appena entrati lo sguardo va subito verso l’alto: i libri sembrano non finire mai. La struttura è tutta in legno, con finestroni centrali e scale lungo tutti gli scaffali. C’è anche un corridoio superiore che però non si visita. I libri presenti sono molto antichi e sono stati tutti digitalizzati. Ai lati due mappamondi d’epoca molto grandi. Potremmo rimanere qui le ore a spulciare libri e cercare i titoli presenti.

Albertina

Dopo la bellissima State Hall, la scelta del secondo museo da visitare ricade su Albertina, per la sua ampia collezione di arte moderna e contemporanea. Da Warhol a Modigliani, ma anche Cezanne, Matisse, Pollock, Schiele e molti altri ancora. Le collezioni presenti al museo sono davvero molto vaste ed estese. Per visitarlo impieghiamo circa un paio d’ore ma si potrebbe rimanere molto più a lungo. Una volta usciti, affacciatevi e godetevi la vista dall’alto su Albertina Platz. Io sono rimasta incantata.

Pranziamo al volo, approfittando della vicinanza di Btzinger Wurstelstand, chiosco famoso in tutta la città per i suoi panini a base di wurstel e salse varie. Dopo una decina di minuti di fila optiamo per il suo grande classico, quello semplice con senape e patatine…Che dire, buonissimo!!! E grazie alla taglia, tutt’altro che piccola, siamo anche sazi! Dopo questo veloce pranzo, ci manca l’ultima tappa prima di salutare Vienna: la Sacher Torte che non siamo ancora riusciti ad assaggiare! E quindi, si va dritti al Cafè Sacher.

Il Cafè Sacher e Hofburg

Arriviamo verso le 14:10 e dopo una mezz’oretta di fila (anche abbastanza breve rispetto a quanto visto il giorno precedente), riusciamo a sederci. Gli interni sono addobbati con quadri di Sissi e dei reali d’Asburgo, specchi e divanetti di velluto rosso. All’interno del Cafè si può anche pranzare. I prezzi, anche se non esagerati, sono comunque più alti di quelli della media di Vienna. Una fetta di Sacher per farvi un’idea, costa 8 euro. Oltre alla Sacher ordiniamo anche uno strudel di mele, non male. La Sacher, anche se buona e con una ganache di cioccolato consistente, non ci ha però esaltato. Dopo questa pausa golosa, ci incamminiamo sulla strada del ritorno. Passiamo davanti al palazzo di Hofburg e proseguiamo poi verso Rathaus. In meno di un’ora, tra metro e Cat arriviamo in aeroporto. Salutiamo Vienna con gli occhi pieni della sua bellezza e della sua maestosità, un po’ dispiaciuti per non essere riusciti a fare qualche altro giretto o ad esplorare quartieri meno centrali ma, allo stesso tempo, sorpresi delle tante possibilità che offre. Questo per noi, è solo un arrivederci…

 

 

Articolo realizzato in collaborazione con Vienna Tourist Board.


3 commenti

Marcella · 30 Marzo 2019 alle 6:06 PM

Sempre validi e dettagliati i vostri itinerari.Come sempre,mi viene voglia di andarci..Complimenti

Silvia The Food Traveler · 3 Maggio 2019 alle 9:11 AM

Un itinerario da copiare passo passo! Ho dei vaghi ricordi di Vienna perché ci sono stata tantissimi anni fa però ho la curiosità di tornarci.
Spesso se ne parla come di una città grigia, con poche cose da vedere ma evidentemente ha tanto da offrire.

    Ela · 6 Maggio 2019 alle 10:54 AM

    Ciao Silvia, sì anche a me ha decisamente sorpreso. Credo poi che tra estate e primavera sia ancora più bella, avendo molti parchi e da visitare poco fuori città 😉

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