La Parigina: origine e ricetta in sintesi

La Parigina napoletana è la ricetta di un lievitato tipico della zona di Napoli e provincia, molto versatile. E’ fantastico come aperitivo o come antipasto ma, può essere anche una cena, sostitutiva di una pizza. Se a Napoli si trova in tutte le rosticcerie e panetterie, realizzarlo nella propria cucina non è per nulla difficile. L’unica accortezza è avere a disposizione almeno 5 ore per la lievitazione della base costituita da pasta di pizza. Due parole sull’origine di questo rustico. Se voci narrano sia un’invenzione abbastanza recente, risalente agli anni ’70 nei pressi di Afragola, vicino Napoli, altri, in realtà, farebbero risalire la sua origine ai tempi del Regno delle Due Sicilie. E anche il nome ne sarebbe una testimonianza. Sarebbe stata, infatti, una pietanza offerta ad una delle regine che regnarono a Napoli. Il nome originario, direttamente dal napoletano, sarebbe stato “pa’regina” (letteralmente per la regina) e poi, negli anni, sarebbe diventato, per l’appunto, Parigina.  

Parigina, la ricetta napoletana: iniziamo preparando la base

La Parigina, a differenza di altri rustici, si caratterizza per essere un vero e proprio mix. La base infatti, è semplice pasta di pizza mentre, lo strato superiore, pasta sfoglia. Le dosi che vi abbiamo indicato sono per una leccarda di un forno medio. In una ciotola, iniziate setacciando la farina, aggiungete il sale e mescolate. In una bicchiere sciogliete il lievito in 50 ml di acqua tiepida. Tenete da parte la parte restante di acqua alla stessa temperatura. Aggiungete gradualmente alla farina il lievito sciolto e, i cucchiai d’olio. Impastate energicamente il tutto, facendo amalgamare ben bene. Incorporate poi, sempre poco alla volta, l’acqua rimasta e continuate ad impastare finché il composto non sarà diventato una palla compatta che si staccherà completamente dalle mani e dalla ciotola. Lasciate riposare così per 4 ore, coperta da un panno pulito e in un luogo asciutto. Nel frattempo, tagliate a fettine sottili la provola e tenete pronti gli altri ingredienti. 

La farcitura della Parigina: il procedimento passo dopo passo

Trascorso il tempo, stendete la base della parigina con il matterello aiutandovi anche con le mani. Lo spessore dovrà essere di circa 3-4 millimetri. Una volta stesa, posizionatela su un foglio di carta forno ben oleato. Ora, possiamo imbottire la Parigina! Iniziate, posizionando per tutta l’estensione della pasta, le fettine di prosciutto cotto. Aggiungete poi la salsa a crudo, insaporendola con un pò d’olio e aggiungendo sale e parmigiano. Ora manca solo la provola! Posizionate le fettine cercando di coprire tutta la Parigina. Passiamo ora alla chiusura. Aprite con cura e calma il foglio di pasta sfoglia e posizionatelo sopra la pasta. Chiudete la Parigina, cercando di far aderire bene la pasta sfoglia alla base di pizza. Se non dovesse chiudersi facilmente, bagnatevi appena le dita con un pò d’acqua e sigillate bene i due estremi. 

La Parigina napoletana: come cuocerla

Accendete il forno a 160° ventilato. Prima di infornare, sbattete un uovo con un goccio di latte e spennellate la superficie di pasta sfoglia. Con una forchetta sottile, bucherellate qua e là la superficie della Parigina. Appena il fondo sarà caldo, infornate per 30 minuti posizionando la teglia a metà.
Trascorsa mezz’ora, aprite con cautela, per vedere se la vostra parigina sarà pronta. La superficie dovrà essere dorata e la base di pizza staccarsi dal fondo, senza però essere anemica.
Se non fosse ancora pronta, lasciate non più di altri 10 minuti, facendo attenzione che non si bruci mai.Una volta sfornata, lasciare riposare per una decina di minuti e poi servite calda 🙂 

Come conservare la Parigina

La Parigina si conserva anche per 3 giorni. Il nostro consiglio è di metterla in frigo dal secondo giorno e poi, di riscaldarla prima di consumarla. Noi però, la troviamo ottima anche a temperatura ambiente. Come sempre, speriamo che la ricetta della Parigina napoletana vi sia piaciuta e vi diamo appuntamento alla prossima settimana con la nostra rubrica Il Mondo In Cucina


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