Merano e i giardini di Castel Trauttmansdorff: itinerario in sintesi

Cosa fare se capitate a Merano in un giorno di pioggia o di maltempo? Una visita che vi consigliamo e che, ci ha cambiato la giornata in cui decisamente non c’era speranza per trekking o percorsi in bici, sono stati i giardini di Castel Trauttmansdorff, divenuti famoso nel 1870 dopo il soggiorno dell’Imperatrice Sissi. Siamo stati qui proprio in una giornata di cattivo tempo durante il nostro viaggio in Alto Adige di 10 giorni. Vi abbiamo trascorso circa 4 ore, incluso il museo all’interno del castello. Si tratta di una visita non solo super interessante ma, al tempo stesso, adatta sia a grandi che piccoli. I biglietti possono essere acquistati online o direttamente sul luogo al costo di 11€.

I giardini e l'immensa varietà di piante da ogni angolo del mondo

I giardini di Castel Trauttmansdorff impressionano già all’arrivo. 12 ettari distribuiti su terrazze dove fiori e piante provenienti da tutto il mondo, creano un effetto di macchie colorate tale da sembrare una tavolozza. Avendo visitato la tenuta post Covid-19, abbiamo seguito il percorso indicato dalla segnaletica orizzontale, sia per l’area dei giardini che per la zona dei belvedere. La nostra visita inizia dalla sezione dedicata alla flora mediterranea, denominata I Giardini del Sole, con i fiori più svariati e prosegue nella parte sud, tra girasoli e un esemplare di ulivo di 700 anni. Nei diversi angoli del percorso sono disponibili, oltre che dei punti informativi ben strutturati, anche Stazioni Multisensoriali. Ovvero luoghi in cui sono spiegati nel dettaglio, con tanto di simulazione per i più piccoli, alcuni fenomeni naturali come, per esempio, la vita delle api. 

Molto particolare poi è l’area dedicata ai Boschi del Mondo. Bambù ma, anche un giardino giapponese sino a esemplari dal Nord e Sud America. Ci stupiamo e ammiriamo, durante il tragitto, la ricchezza di questi giardini e la cura nei minimi dettagli con cui ogni sezione è realizzata. A rendere ancora più simpatica la visita, la presenza di diversi animali: non solo conigli, pavoni e carpe ma, anche pecore ungheresi e alpaca peruviani! Come non impazzire? 🙂 Il nostro cammino, prosegue nella sezione dei Giardini acquatici e terrazzati, dove troviamo un esemplare di labirinto molto fitto. Ultima area è quella dedicata ai Paesaggi dell’Alto Adige, super carina.

I Belvedere e i punti panoramici: dal binocolo di Matteo Thun alla Voliera

Ci sono diversi sentieri adatti a tutti che conducono a punti panoramici del parco. Il primo su cui ci incamminiamo è quello che in circa 20 minuti, conduce al binocolo di Matteo Thun. Qui, forse, c’è il panorama più bello di tutti i giardini Trauttmansdorff, nonostante lo ammiriamo tra nebbia e pioggerellina. La vista sull’intera vallata circostante infatti è mozzafiato e, salire pian piano sul binocolo dal pavimento trasparente è emozionante! Se soffrite di vertigini però, non preoccupatevi, potrete comunque ammirarlo da lontano in tutta la sua bellezza 😉

Proseguiamo poi verso il secondo punto panoramico: il Giardino degli Innamorati. Leggermente più in alto del binocolo, qui c’è un vero e proprio laghetto, decorato con sculture e installazioni colorate. A corredo, anche una serie di targhe con frasi d’amore scritte in tutte le lingue. Ci si può divertire a percorrere il piccolo percorso che dà l’impressione di camminare sull’acqua o, semplicemente, a scattare qualche foto d’impatto.

Terza ed ultima tappa è la Voliera, anch’essa collocata in un punto panoramico della collina. Qui le norme di distanziamento vogliono un ingresso contingentato e così, entriamo dopo aver aspettato il nostro turno. Quest’angolo, come il resto, è ben tenuto e curato nei minimi dettagli. Seguendo poi il sentiero per la via d’uscita, passiamo poi per l’ultimo punto panoramico dell’intero parco, la Spiaggia delle Palme. Sembra incredibile averla così, davanti alle montagne circostanti eppure, è lì con sabbia chiara. Peccato non potersi fermare un attimo e godersi dalle sdraio tutto il paesaggio circostante…La pioggia sta aumentando di intensità e quindi ci incamminiamo verso il Cafè delle Palme per una pausa golosa 😛

Il Touriseum: un viaggio nel tempo e nella storia

Dopo una fetta di strudel di mele niente male, la nostra visita termina con il Touriseum, il Museo Provinciale del Turismo dedicato alla storia del turismo alpino in Alto Adige negli ultimi due secoli. Non solo interessante dal punto di vista storico ma, anche sociologico. Un vero e proprio percorso nella storia della montagna e di come, nel corso degli anni, è cambiata anche la sua percezione da parte del turista. Dalla percezione di pericolosità di vette sconosciute al turismo di massa dell’ultimo secolo, che ha portato allo sviluppo delle principali località sciistiche della zona. Il tutto passando per una produzione di massa di prodotti locali per far fronte ad una domanda sempre più crescente. Ci impressiona un pannello dove vengono dati alcuni dati sulla produzione di speck di gran lunga superiore alla quantità di maiali presenti sul territorio…Insomma una visita molto interessante di uno spaccato di storia contemporanea.

Ma non finisce qui. Il Turiseum termina con una sala dove non solo i bambini si possono incantare. Qui infatti c’è un flipper enorme, interamente realizzato ed intagliato in legno che riempie l’intera sala dedicato proprio al turismo in Alto Adige. Che dire, un’opera che è stata capace di catturare la nostra attenzione, realizzata nei minimi dettagli. Un gioiellino che, per chi ama i flipper, vi farà sicuramente voglia di fare almeno una partita 😉 La nostra visita al Castello Trauttmansforf e ai suoi meravigliosi giardini termina così. Non avremmo potuto trovare passatempo migliore per far fronte al maltempo. Inoltre, se vi capitate nel periodo estivo, vi consigliamo di consultare il sito del castello, in quanto spesso organizzano eventi ed aperture serali straordinarie. Insomma, se capitate nella zona di Merano e dintorni, qualsiasi sia il meteo, una visita ai Giardini di Castel Trauttmansdorff vale assolutamente la pena! 🙂 


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