• Galleria Borbonica, Napoli
  • 15€
  • Auto, metropolitana linea 1 fermata Toledo, linea 2 fermata Piazza Amedeo, funicolare di Chiaia fermata Parco Margherita
  • Percorso Avventura
  • 1 ora e 30 circa
  • Prenotazione obbligatoria
  • Galleria Borbonica, Lungomare Caracciolo, Castel dell'Ovo

La visita in sintesi

Oggi vi racconto della visita alla Galleria Borbonica di Napoli, luogo che desideravo vedere da molto tempo ma che, per imprevisti e contrattempi, mi era sempre sfuggito.

Premetto che le visite alla Galleria Borbonica possono essere svolte in diversi giorni della settimana e sono disponibili vari percorsi. Noi abbiamo scelto quello Avventura dove, oltre alla Galleria, si visita anche parte dell’antico acquedotto con alcune cisterne. E’ sconsigliato a chi soffre di claustrofobia per alcuni cunicoli strettini. Io li ho trovati meno angusti di quelli di Napoli Sotterranea e non molto lunghi. Per il resto, il tragitto ha alcune scale ma, mi sento di dire, che è adatto a tutti coloro che non hanno particolari problemi motori. Naturalmente vi consiglio una scarpa sportiva o comunque impermeabile e antiscivolo in quanto, in alcuni punti, si può trovare un po’ d’acqua. Niente però di esagerato e gestibile anche con un buono stivale 😉

La Galleria Borbonica: viaggio alle radici di Napoli

Entriamo dal Garage Morelli, uno degli ingressi della Galleria, nei pressi di Piazza dei Martiri. Da lì in circa 5 minuti si giunge all’entrata vera e propria. I ragazzi dell’associazione ci accolgono dandoci il benvenuto e fornendoci caschetti e torce. Nel caso portiate con voi zaini o borse voluminose, è possibile lasciarle in custodia alla reception. La nostra simpatica guida, Armando, inizia spiegandoci come sarà strutturato il tour e cosa vedremo. All’ingresso vediamo subito i primi reperti trovati all’interno della Galleria. Tra questi, carcasse di vecchie auto, con tanto di singolare cartello “Obbligo lasciare auto con le chiavi” e alcuni resti di sculture. Prima due parole sulle origini di questa imponente opera architettonica. La Galleria Borbonica fu commissionata all’architetto Errico Alvino dai Borbone verso la metà del 1800 per costruire un viadotto sotterraneo che collegasse Palazzo Reale con Piazza Vittoria. L’obiettivo finale era creare una via militare rapida che permettesse, non solo la difesa della Reggia ma, soprattutto, la fuga dei monarchi in caso di necessità. Durante il periodo dei lavori, che durarono circa tre anni, il progetto iniziale venne diverse volte modificato e adattato a causa anche dell’incontro sul tragitto delle cisterne dell’acquedotto, che rifornivano i palazzi del centro di Napoli. La Galleria in realtà non fu mai completata perchè, oltre alla cisterna, Alvino trovò della pietra pozzolana. Quest’ultima, a differenza del tufo sino ad allora rinvenuto, era molto friabile e avrebbe richiesto la costruzione di sostegni ulteriori con tempi più lunghi di realizzazione.

L’acquedotto e le cisterne

La visita inizia subito ad essere super interessante con la prima cisterna, a cui si accede da un breve cunicolo. Sulla parete si riesce chiaramente a vedere, oltre il segno del livello medio dell’acqua, anche le tracce dei vari livelli toccati nel corso degli anni. Questi corrispondono a diversi periodi storici e coprono, all’incirca, i 400 anni di attività dell’acquedotto. Ma non solo. I segni sulla parete della cisterna sono anche il simbolo di differenti tipi di acque. Nel ‘600 infatti, a causa del sovra popolamento della città, fu costruito un nuovo acquedotto, in aggiunta a quello che già serviva il centro storico. Il nuovo impianto si sarebbe rifornito a circa 60 chilometri di distanza nell’entroterra, verso l’Appennino campano. Sulle pareti, le varie striature di colore presenti, denotano i segni di detriti e materiali ferrosi che le acque trasportavano con sè, inclusi residui dell’attività vulcanica, in quegli anni costante. Al lato invece ammiriamo il punto di ingresso dell’acqua, una cavità alta e dai bordi irregolari. La visita è molto suggestiva e ascoltando tutto ciò, rimango stupita di quanta storia sia passata per queste pareti…E’ incredibile ed emozionante allo stesso tempo.

Guardando poi verso l’alto si scorgono le cavità da cui si accedeva al pozzo e le capriate, una sorta di “buchi” nelle pareti. Queste servivano come appoggio al “pozzaro”, l’uomo che, per l’appunto, si occupava dei pozzi. Sempre nella parte alta sono presenti delle incisioni che ricordano un po’ le croci templari. La teoria però più accredita è che fossero dei segni fatti dai vari pozzari morti durante la discesa nel sottosuolo. Percorriamo alcuni pezzi dell’antico acquedotto e ci ritroviamo esattamente ai piedi dell’antica Partenope. Questa fantastica opera architettonica infatti, sorgeva esattamente sotto la collina di Pizzofalcone, sede dei primi insediamenti greci da cui nacque poi Napoli. Essere in questo luogo, che ha raccolto testimonianze di tanti periodi storici e che per Napoli rappresenta, tra l’altro, l’inizio della sua storia, è una sensazione particolare. E’ quasi come se, dalla terra e dalle pareti che ci circondano, si percepisse l’energia vitale che anima la città. Arriviamo così nella Galleria Borbonica. Noi però visiteremo prima un altro pezzo di acquedotto. Proseguiamo quindi seguendo un lungo corridoio. Ci ritroviamo in un’altra cisterna, più grande, dove si possono ammirare anche degli archi del ‘700. Qui la falda acquifera è chiaramente visibile e la nostra guida ci racconta, esser stata trovata anche la testa di un coccodrillo del Nilo.

Il percorso in zattera e la Sala delle Auto

Attraversato un altro piccolo tunnel, giungiamo in un punto da cui proseguiamo in zattera. La visita infatti contempla anche ciò che rimane degli scavi di soli 200 metri della LTR, progetto iniziato per Italia ‘90 e che, avrebbe dovuto collegare il centro di Napoli con la zona di Fuorigrotta, dove sorge lo stadio. Nonostante gli ingenti investimenti, i lavori si bloccarono quasi immediatamente perché venne intercettata l’acqua di falda che risalì e inondò il cantiere. Tornati indietro, sempre in zattera, l’ultima parte della visita è dedicata alla Galleria Borbonica. Qui ci sono i resti di diversi suppellettili e di wc allestiti durante la seconda guerra mondiale. In quel periodo infatti, la galleria veniva usata come rifugio dai bombardamenti. E il suono di una sirena che ogni tanto viene azionata, rende ancora più forte l’immagine di come dovesse essere ritrovarsi quaggiù, nel profondo sottosuolo, per sfuggire alle bombe. Pensando a questo, la Galleria Borbonica, non ha rappresentato solo un’opera ingegneristica ma anche una protezione per la città di Napoli. Più avanti, nella Sala delle Auto, troviamo diverse auto e moto. Il perché è semplice. Nel dopoguerra questo luogo fu usato come deposito comunale di tutto ciò che venne recuperato sotto le macerie e da sfratti e sequestri successivi.

Info utili e perché visitare la Galleria Borbonica

La visita, che consiglio, è stata davvero suggestiva e siamo usciti da lì molto contenti. Vi segnalo che sono disponibili 4 tipi di percorsi per visitare questo luogo così unico di Napoli:

  • Standard: costo 10€, prenotazione non necessaria
  • Avventura: costo 15€, prenotazione richiesta
  • Via delle Memorie: costo 10€, prenotazione non necessaria
  • Percorso Speleo Light: costo 15€, prenotazione richiesta

Per tutti i dettagli e per la prenotazione vi lascio qui il link del sito.

Se capitate a Napoli, la visita alla Galleria Borbonica è qualcosa che mi sento di consigliare davvero con il cuore. Non solo per la ricchezza e l’importanza storico – culturale del percorso ma, anche per il lavoro che c’è stato e c’è ancora oggi dietro questo sito. I ragazzi dell’associazione, sono davvero bravi e spiegano con vera passione tutti i dettagli di ciò si vede, coinvolgendo molto il pubblico. Sono inoltre, per la maggior parte,  tutti volontari. Ci hanno raccontato di aver spesso lavorato con pochi fondi e, la dedizione che mettono nel loro lavoro, è qualcosa che traspare subito durante la visita.

Dopo, per ritornare verso l’auto, abbiamo passeggiato tra Vico Belledonne a Chiaia e i vicoletti di San Pasquale, strade che hanno sempre un loro fascino ed eleganza. Qui ci sono inoltre tanti negozietti, ideali per una pausa shopping. È un quartiere che, se volete apprezzare, consiglio di visitare di mattina anziché di sera, momento in cui la zona viene presa d’assalto dalla movida notturna.

Se invece volete godervi Napoli da uno dei suoi punti più spettacolari, percorrete il lungomare sino a Castel dell’Ovo. Una passeggiata che amo sempre fare, con qualsiasi tempo. Sia quando il mare è una tavola e sembra immobile e sia quando è mosso. In questi casi, mi incanto a guardarlo tra i suoi mille colori,  mentre si infrange con forza sugli scogli con il profumo di salsedine che impregna narici e capelli. E, con il castello sullo sfondo e gli schizzi d’acqua che a tratti mi bagnano,  rimarrei ore a scrutare l’orizzonte. Se poi avete voglia di una pausa e la giornata è bella, allungatevi sino alla Villa Comunale per un pò di relax nel verde.

 

 

Quest’articolo non è relativo ad alcuna attività sponsorizzazione. Vuole solo dare ulteriore evidenza al lavoro che, con grande impegno, questi ragazzi fanno quotidianamente per la valorizzazione del sito archeologico e, di conseguenza, per il patrimonio artistico di Napoli.

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11 commenti

Simona · 19 Febbraio 2019 alle 9:55 AM

Abito a pochi km da Napoli eppure conosco poco questa città che mi affascina tantissimo. La Galleria Borbonica è davvero stupenda ed è un importante pezzo di storia. Purtroppo soffro un po’ di claustrofobia e non credo riuscirei a vivere la visita con tranquillità. Ma mai dire mai, chissà che un giorno! 😉

    Ela · 27 Febbraio 2019 alle 10:00 AM

    Concordo con te, mai dire mai 😉 anche perchè magari potresti evitare (come hanno fatto alcune persone che erano con noi durante la visita) alcuni cunicoli ma riuscire comunque ad ammirare e goderti il resto della Gallleria 🙂

Alessandra · 19 Febbraio 2019 alle 1:21 PM

Ho mia sorella che abita a Napoli da qualche tempo. Potrei cogliere l’occasione x visitare questo luogo così affascinante. Ne avevo sentito parlare in TV, ma pensavo che Napoli Sotterranea e la Galleria Borbonica fossero la stessa cosa. Che ignorante!

    Ela · 27 Febbraio 2019 alle 10:02 AM

    Ciao Alessandra, in realtà anche noi napoletani la conosciamo poco. Recentemente la stiamo conoscendo anche grazie ad Alberto Angela che qualche tempo fa ci ha girato una puntata delle sue trasmissioni 😉

Barbara Palermo · 19 Febbraio 2019 alle 5:01 PM

Ho un marito avellinese ed un suocero napoletano, ma questa visita non me l’hanno ancora mai proposta! Sono luoghi davvero affascinanti, hai saputo raccontarli con dovizia di particolari e meritano sicuramente più di una visita, ho preso nota e la prossima volta….

    Ela · 27 Febbraio 2019 alle 10:04 AM

    Ciao Barbara, allora è proprio una buona occasione per visitarla tutti insieme 🙂 E’ un luogo davvero incredibile….

Barbara Palermo · 19 Febbraio 2019 alle 5:01 PM

Ho un marito avellinese ed un suocero napoletano, ma questa visita non me l’hanno ancora mai proposta! Sono luoghi davvero affascinanti, hai saputo raccontarli con dovizia di particolari e meritano sicuramente più di una visita, ho preso nota e la prossima volta…

flavia cru · 8 Marzo 2019 alle 12:45 PM

sarebbe troppo bello provare il percorso avventura … non sono di napoli ma se dovessi tornarci la includerei nelle mie tappe …. grazie!

    Ela · 27 Marzo 2019 alle 4:34 PM

    Ciao Flavia, sì io lo consiglio come percorso è davvero molto interessante 🙂

Dani · 11 Marzo 2019 alle 2:10 PM

Ho in programma un viaggio a Napoli a breve e questa è sicuramente una tappa che non voglio perdermi!

    Ela · 27 Marzo 2019 alle 4:35 PM

    Ciao Dani, sì merita decisamente una visita, è molto suggestivo 🙂

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