Asado argentino: origine e ricetta in sintesi

Oggi, qui su Il Mondo in Cucina, ti raccontiamo di un piatto da acquolina in bocca e della sua storia. Stiamo parlando dell’asado argentino che, abbiamo provato durante il nostro viaggio in Patagonia on the road. C’è, subito, da dire una cosa però: il termine asado non indica un taglio di carne ma, semplicemente, il tipo di cottura, cioè alla brace. L’origine dell’asado risale, infatti, ai gauchos che si occupavano delle mandrie nell’infinita pampa argentina. La loro giornata terminava riunendosi intorno ad un fuoco con una cena a base di carne, alimento praticamente obbligato non essendoci molto altro nei dintorni. Così venivano cotti tagli di manzo di chili e chili. Proprio per le enormi quantità di carne, oggi l’asado viene cucinato soprattutto in occasioni conviviali e pasti in compagnia. La cottura avveniva a la cruz (alla croce), pratica ancora oggi utilizzata in Argentina. Una tecnica sicuramente utile per la cottura di pezzature importanti o di bestie quasi integre. L’animale veniva attaccato al supporto e lasciato cuocere con tutta la pelle, fondamentale per rendere la carne tenera. Per tale motivo, la cottura era molto lenta. Una caratteristica fondamentale per un buon asado argentino. Ecco allora qualche piccolo suggerimento per un’ ottima grigliata casalinga, secondo stile e tradizioni argentine. 

Asado argentino: il taglio di carne e consigli

I tipi di carne più indicati per l’asado argentino sono in primis il manzo, seguito poi da agnello (cordero, molto diffuso in Patagonia) e dalle salsicce. Quando ci siamo cimentati nel nostro pranzo argentino, noi abbiamo scelto del manzo tagliato in striscioline da brace. In ogni caso, suggeriamo di chiedere un taglio adatto per la griglia. Per riprodurre nella vostra cucina l’asado argentino ovviamente, non vi consigliamo l’originale cottura a la cruz ma, quella alla brace, l’asado alla parrilla. Secondo la tradizione argentina, l’asado non prevede una marinatura molto ricca. Il giorno prima della cottura si inizia massaggiando la carne con sale e, se gradite un pò di aromi come pepe nero e rosmarino ma, in piccole quantità. Si lascia poi riposare in frigo. 

La cottura della carne per l'asado argentino

Tirate fuori dal frigo la vostra carne per l’asado almeno un’ora prima per far sì che non ci sia uno shock termico una volta che sarà sulla piastra. Noi, abbiamo cotto la carne su una griglia elettrica non avendo la brace con carbonella. L’asado dovrà cuocersi lentamente e, altra cosa fondamentale non dovrà essere al sangue. Esatto, avete capito bene. Il termine con cui gli argentini ci dissero, durante il nostro viaggio, come assaporare la carne, è “jugosa“, sugosa per l’appunto, un punto in cui non è troppo cotta ma, neanche cruda. E noi, l’abbiamo gustata proprio così 😛

Come preparare la salsa Chimichurri

Se vi va, una volta cotto il vostro asado, potrete accompagnarlo con la tipica salsa Chimichurri, molto diffusa in Argentina. Si può preparare prima della cottura, in quanto è molto veloce. In una ciotolina, mescolate olio, aceto bianco o di mele, aglio tritato e prezzemolo. Se vorrete, potrete aggiungere un pò di peperoncino, non previsto in realtà nella ricetta originale di questa salsa. Una volta realizzato il trito, lasciate riposare per un’oretta prima dell’utilizzo.

Vino ed empanadas: come accompagnare l'asado

Ma come accompagnare un pasto a base di asado? Partiamo dal contorno. Potete scegliere delle semplici patate oppure un altro classico della cucina argentina: le empanadas che potrete riempire come più preferite. Non si può gustare l’asado senza un buon bicchiere di vino rosso. Noi, vi suggeriamo un buon vino argentino come un Malbec…Un rosso perfetto per la carne alla brace! Potrete trovarlo in un qualche enoteca ben fornita oppure ordinarlo su internet 😉 Adesso, non ci resta che augurarvi buon appetito!


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