• Civita di Bagnoregio, Centro storico di Vitorchiano
  • Pranzo da La Fraschetta della Mela Stregata
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  • Stop the rock, Apollo 440
  • Civita di Bagnoregio, centro storico di Vitorchiano, Torre dell'Orologio, Moai

Vitorchiano e Civita di Bagnoregio: cosa vedere e itinerario in sintesi

Una giornata dedicata alla visita di due dei borghi più belli della Tuscia viterbese: Civita di Bagnoregio e Vitorchiano. Un’escursione fattibile con andata e ritorno in giornata da Roma oppure fermandosi a dormire eventualmente nella vicina Viterbo. Due luoghi simbolo della Tuscia e di grande fascino, ideali per una gita fuori porta adatta a tutti. Ecco un pò di consigli su itinerario e cosa vedere a Vitorchiano e Civita di Bagnoregio con un giorno a disposizione.

Civita di Bagnoregio: cosa vedere nella città che (non) muore

Prima tappa della giornata è stata la famosa Civita di Bagnoregio, conosciuta come la città che muore a causa della sua conformazione. Raggiungiamo il paese in circa due ore di auto da Roma, in un caldo sabato di ottobre. Siamo nella Tuscia, quasi al confine con l’Umbria a circa 30 km da Viterbo. Civita sorge su una collina a base mista di tufo e argilla che negli anni è stata soggetta all’erosione degli agenti atmosferici, portandola gradualmente all’isolamento. E proprio l’erosione ha portato alla formazione dei calanchi, struttura rocciosa tipica della zona, che minaccia ulteriormente il borgo. La cittadina, abitata da pochissime persone (11 circa gli abitanti censiti qualche anno fa) è collegata alla terra ferma da un unico ponte. 

Giunti all’ingresso del comune di Bagnoregio, lasciamo l’auto in uno delle aree di sosta presenti all’inizio del paese dove è previsto il parkcard (1,50€ la prima ora). Da qui percorriamo in 10 minuti a piedi la strada che attraversa il paese e che ci conduce all’inizio del ponte. Giunti lì scopriamo che sono presenti alcuni posti per le auto (non molti) nelle immediate vicinanze del ponte. Prima di dirigerci verso Civita, ci fermiamo a guardarla da lontano dal belvedere. Uno spettacolo. Eravamo stati qui moltissimi anni fa, in un pomeriggio di novembre, nuvoloso e ventoso, in cui eravamo quasi soli. In quel momento ci era sembrato davvero di aver di fronte una rocca abbandonata dal sapore misterioso e magari, anche infestata dai fantasmi. Complici probabilmente le sue viuzze vuote e tutte le attività chiuse. Oggi invece, oltre ai tanti turisti presenti, la città è ridente e viva. Prima del ponte, è possibile visitare la grotta di San Bonaventura, tomba etrusca dove si narra che il santo fu guarito da una malattia mortale da San Francesco. Noi l’abbiamo saltata per motivi di tempo, ma sarà sicuramente tappa della nostra prossima visita.

Alla scoperta di Civita di Bagnoregio

Scese le scalette dal belvedere e pagato il ticket di 5€, iniziamo a percorrere il ponte. Ci accompagna nella passeggiata un vento non fortissimo ma costante e qualche nuvola che crea un suggestivo gioco di penombre. Civita di Bagnoregio è davanti a noi, impassibile. Si erge solitaria al centro della vallata ricca di calanchi che sembrano essere quasi delle onde che la cullano. La passeggiata, un pò in salita, è comoda essendo il ponte perfettamente asfaltato e non crea un forte senso di vertigini. Non siamo i soli a percorrere il ponte ma in ogni caso l’atmosfera che si respira è suggestiva. Arrivati sotto la porta d’ingresso subito si scorge la piazza principale con la chiesa e i tanti negozietti e ristorantini aperti. E’ infatti quasi ora di pranzo e tanti si sono già fermati per una pausa. Entriamo nella chiesa di San Donato, di origine romanica, dalla facciata rosa pallido e il campanile medievale. Gli interni sono chiari e molto semplici, tutti in pietra. Dopo la chiesa proseguiamo, esplorando un pò alcuni angolini del borgo. I più nascosti, sono dei gioiellini tra scalette ornate di piante e fiori e gattini che sbucano all’improvviso. Nonostante ci siano molti turisti, basta infilarsi in qualche vicolo per ritrovarsi nel silenzio della vallata.

Lasciamo Civita a malincuore e con la promessa di ritornare. Abbiamo scoperto anche alcuni B&B e l’idea di passarci una notte e di vivere con più calma la sua particolare atmosfera ci stuzzica.

L'arrivo a Vitorchiano e l'assaggio di cucina tradizionale

Arriviamo a Vitorchiano in 40 minuti circa. La strada che percorriamo è uno spettacolo tra curve che attraversano la bellissima campagna viterbese e fitti boschi. Arrivate verso le tre del pomeriggio, lasciamo l’auto sulle strisce bianche appena fuori il centro medievale e ci fermiamo a pranzo da La Fraschetta della Mela Stregata. Un ristorantino  molto carino dove assaggiamo dei piatti locali ben cucinati. Come primo scegliamo una zuppa a base di ceci, legumi e nocciole, prodotto tipico della zona e i cavatelli alla vitorchianese. Questi ultimi, pasta tipica del paese, sono una sorta di spaghettone fatto a mano a base di acqua e farina condita con un sughetto semplice saltata con aglio, olio, peperoncino e finocchietto selvatico. Un piatto davvero squisito. Infine, per chiudere un fungo porcino alla piastra veramente top! 

Vitorchiano: cosa vedere nel borgo "fedele" a Roma

Dopo quest’economico pranzo (15€ a testa) ci incamminiamo nel borgo antico di Vitorchiano. Sarà probabilmente che siamo nel primo pomeriggio ma, tutto tace. Superata l’ingresso di Porta Romana, arriviamo nella piazzetta principale dove sorge il palazzo comunale con la torre dell’orologio. Ci dirigiamo verso il belvedere che affaccia sulla valle. Da qui ammiriamo la rocca tufacea su cui sorge Vitorchiano, dove alcuni ragazzi si allenano anche per l’arrampicata e che, per la sua conformazione, contribuisce alla nomea di “borgo sospeso”. Dopo ci incamminiamo nei vicoletti del borgo. Siamo sole e più andiamo avanti, più troviamo angolini deliziosi, con scalette curate e fiori ai balconi in peperino, caratteristici di Vitorchiano. Vista così, anche con la luce del sole calante verso il tramonto, sembra un pò magica. Sugli stipiti dei portoni, notiamo spesso le incisioni SPQR. il motivo sta nel Patto di Fedeltà tra Roma e Vitorchiano stipulato nel XIII° secolo. In quel periodo infatti la città di Vitorchiano si ribellò a Viterbo schierandosi con Roma. Da allora come “fedele” del popolo romano, gli fu concesso di usare la sigla SPQR e di fornire 10 uomini, soprannominati poi i “fedeli” come guardie del Campidoglio. Una consuetudine andata poi avanti negli anni. 

Cosa vedere a Vitorchiano: la chiesa di S.Maria Assunta e la sala consigliare

Arriviamo all’altro Belvedere del paese, dal lato esattamente opposto al primo. Qui il panorama è sulla vallata rigogliosa che circonda il paese. Le case in pietra sono molto belle e tra tutte spicca una interamente ricoperta da un’edera. Girovagando arriviamo alla Chiesa di S.Maria Assunta risalente al XIII° secolo. Se dall’esterno spicca il suo campanile gotico in pietra con monofore, bifore e trifore,  il suo portale in peperino gotico quasi non si nota camminando tra i vicoli, persi con il naso all’insù. L’interno è molto particolare e raccolto. Vi è infatti sia un antico pulpito in peperino che un organo a canne del XVII° secolo, uno dei più antichi della zona. Nelle immediate vicinanze c’è poi il Palazzo Comunale con la sala consigliare, visitabile gratuitamente. Qui ci sono alcuni affreschi ben tenuti della scuola viterbese, un pulpito in peperino e un camino. Inoltre si può salire poi sulla Torre dell’Orologio, adiacente il palazzo. Dai suoi 16 metri di altezza, si gode di un bel panorama su tutto il borgo. 

La nostra visita del finisce con una panoramica sulla piazza dove si erge anche la fontana a fuso, molto bella con la colonna centrale con un capitello a foglie larghe. Ultima tappa da inserire tra le cose da vedere a Vitorchiano,  è il famoso Moai che si trova in un punto panoramico da cui si può ammirare il paese nella sua interezza. Guardandolo da qui, Vitorchiano sembra proprio un borgo sospeso sulla roccia. Il Moai è l’unico esempio presente fuori l’Isola di Pasqua. Fu realizzato nel 1990 proprio da una famiglia originaria di Rapa Nui. L’opera, scolpita a mano in un blocco di peperino, venne eseguita con gli attrezzi tipici, analoghi a quelli utilizzati sull’isola cilena. 

Vi segnaliamo inoltre che dal centro di Vitorchiano parte il sentiero 125 del CAI che da qui conduce sino a Bomarzo, con tappe intermedie a Corviano e la Riserva Naturale del Monte Casoli. Il sentiero è lungo in tutto 14,4 Km per una durata di 5 ore circa.


4 commenti

giovanni F. · 5 Novembre 2019 alle 12:39 PM

Vitorchiano e Civita di Bagnoregio sono due mete che ho visitato molte volte, e dove ho anche assaporato i piaceri gastronomici locali che sono il massimo! Un post molto ricco di informazioni che rende perfettamente giustizia alla bellezza dei luoghi raccontati.

    Ela · 18 Novembre 2019 alle 8:53 AM

    Grazie Giovanni. Noi li abbiamo trovati due borghi super affascinanti.

Annalisa Trevaligie-travelblog · 15 Novembre 2019 alle 10:33 AM

Sono laziale, vivo a Gaeta. Ma ancora non ho avuto modo di vedere Civita di Bagnoregio. È vergognoso lo so. A volte si tende a sottovalutare quello che c’è mei dintorni, a favore di luoghi lontani e magari anche troppo turistico. Rimedierò in uno dei prossimi week end.

    Ela · 18 Novembre 2019 alle 8:33 AM

    Ciao Annalisa, io spesso approfitto del weekend per visitare i luoghi più vicini. Ti auguro di andarci presto perchè Civita è unica e merita davvero 🙂

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