• Scanno, Lago di Scanno, Frattura vecchia
  • Aperitivo al Pan dell'Orso, Pranzo al sacco, Cena da Il Vecchio Mulino, Pranzo da La Ciminiera​
  • Prodotti tipici locali
  • Sultans of Swing, Dire Straits
  • Borgo di Scanno, Lago di Scanno, Sentiero del Cuore, Frattura vecchia
  • Scarica qui l'itinerario completo

Un weekend a Scanno: Itinerario in sintesi

A meno di due ore di auto da Roma, Scanno è un delizioso borghetto dell’Abruzzo che merita una decisamente una visita. E’ inoltre una meta che offre attività di tutti i tipi: da lunghe passeggiate a degustazioni sino a percorsi di trekking di diverse difficoltà.

Il lago di Scanno e la sua particolarità

Per arrivare a Scanno, se potete, percorrete la strada che attraversa l’Oasi delle Gole del Sagittario. A mio avviso, una delle più belle e suggestive d’Italia. Resterete incantati dalla sua bellezza. Proseguendo, fermatevi anche per qualche foto al lago San Domenico. C’è un piccolo eremo e i colori dell’acqua sono sempre spettacolari. 

Arrivati sabato mattina di buon ora, la nostra prima tappa è il lago di Scanno. La frizzantina aria autunnale ed il tiepido sole, rendono piacevole la passeggiata sul lungo lago. Ad ogni angolo, lo specchio d’acqua assume colori e sfumature diverse, grazie ai riflessi aranciati delle montagne circostanti, ormai vestite di pennellate di marrone alternate al giallo intenso. A guardarlo così sembra davvero un dipinto. L’intero percorso è di circa 5 km, tutti su strada asfaltata. 

Dopo questa passeggiata, ci dirigiamo verso il centro e ci fermiamo per un aperitivo al Bar dell’Orso. Un’istituzione in paese. Dopo una pausa, prendiamo dei panini in un piccolo supermercato lì vicino e siamo pronti per il Sentiero del Cuore. Il percorso, presente anche sulle mappe del CAI, parte dalla sommità del paese e in circa mezz’oretta conduce all’Osservatorio del Cuore, punto panoramico da cui si ammira il Lago di Scanno con la sua originale forma a cuore. A circa metà strada, troverete una biforcazione dove scegliere se continuare verso l’Osservatorio o proseguire invece verso il lago. Questo light trekking, in parte su strada sterrata, è fattibile per tutti e non presenta particolari difficoltà. Consiglio però di affrontarlo con le scarpe adatte. In alcuni tratti leggermente in pendenza, abbiamo trovato punti un pò scivolosi, probabilmente a causa delle piogge dei giorni precedenti. Il belvedere, immerso nel boschetto circostante, è una piccola oasi di pace da cui si gode di una bella vista sul lago e sui monti circostanti. Approfittiamo della quiete, per gustarci il nostro panino in totale relax. Sulla via del ritorno, il boschettto ci offre un exploit di autunno con coloratissime foglie, funghi di tutte le dimensioni e bacche. 

Scanno: uno dei borghi più belli d'Abruzzo

Ritornati in paese, verso le 16:00 circa, facciamo un primo giro tra le cantine aperte per le degustazioni. In occasione della festa di San Martino, nel paese c’è anche Deguscanno, manifestazione organizzata da vari enti locali che permette, con un ticket di 15€, di degustare 5 calici di vino nelle diverse cantine, aperte per l’occasione, insieme ad assaggi di salumi, formaggi e altri prodotti tipici. Nonostante l’orario, iniziamo con dei formaggi buonissimi, proseguendo poi con i salumi. Non si dice mai di no a tanta bontà! Non essendo ancora affollatissimo inoltre, riusciamo a scambiare quattro chiacchiere con i produttori locali, che ci raccontano un pò delle loro tenute e del loro lavoro. E’ l’orario perfetto per girare tra le viuzze di Scanno. La luce inizia a calare e con i suoi riflessi rosati, illumina ancora un pò i palazzi storici in pietra, conferendogli un fascino particolare. Il tutto accompagnato dall’odore di legna e caminetti che si inizia a sentire nell’aria e che ti accende i sensi. Per me è l’odore della montagna 🙂 Dopo questa passeggiata tra vicoli e scalette, ritorniamo alla base per cambiarci. Alle 18:30 ci attendono le Glorie di San Martino! 

Le Glorie di San Martino

Ogni anno il 10 novembre a Scanno, in occasione della Festa di San Martino, avviene l’incendio delle Glorie. Sulle tre montagne che circondano il paese vengono allestite delle pire di legno, molto alte, che vengono incendiate in onore del santo. Il rituale si dice abbia origini pagane, probabilmente legate a riti propiziatori per allontanare le forze oscure che minacciavano quanto seminato. Secondo tradizione, la festa si dovrebbe concludere con i ragazzi del paese che, una volta spente le pire, portano in dono alla sposa novella il tizzone residuo del tronco centrale. Lei ricambierà con cibo e vino. Quest’anno, essendo capitato nel weekend, abbiamo avuto la fortuna di poter assistere a questo spettacolo. Le Glorie si iniziano a preparare giorni e giorni prima e, ci racconta qualcuno, sono anche motivo di rivalità  tra le diverse contrade del paese che poi si confronteranno su quale è stata la migliore. Ci sono due alternative: vedere gli incendi delle tre Glorie dal paese, oppure assistere ad uno di essi, nelle immediate vicinanze della pira. Noi abbiamo optato per questa seconda opzione, scegliendo la pira di San Martino, in contrada Decontra, nei pressi della grotta dove, leggenda vuole, si rifugiò il santo. Lasciata l’auto nei pressi di alcune case, percorriamo, con l’aiuto delle torce, il breve sentiero, ben visibile, fino ad arrivare sotto la pira. E’ buio tutt’intorno a noi e, le uniche luci, sono quelle del paese a valle che si intravede in lontananza. Il momento prima dell’accensione, preceduto da un silenzio quasi tombale, è davvero suggestivo. L’incendio viene accompagnato da una serie di canti che vengono intonati dai presenti. In contemporanea si sono accese anche le altre due pire e, guardando il borgo dall’alto, l’effetto è quello di un incendio. 

Ritorniamo in paese e, guardando ogni tanto le pire che pian piano si consumano, continuiamo il nostro tour eno-gastronomico. Ora le cantine sono piene e le stradine pullulano di persone. Riusciamo però fare le degustazioni in tranquillità e con calma. Tra uno stand e l’altro compriamo anche alcuni prodotti locali come ceci, zafferano e formaggi, ad ottimi prezzi! Ora passeggiare è ancora più bello, tra luci, negozietti aperti e la fresca aria di montagna che stuzzica anche un pò l’appetito 😛 Per cenare ci fermiamo Al Vecchio Mulino. Qui mangiamo dei buoni gnocchetti con zafferano e verdure e una tagliata di maialino, non male. Dopo cena terminiamo le nostre degustazioni assaggiando specialità dolci come il Pan dell’Orso, una specie di panettone dolce tipico delle zona e da provare!

Alla scoperta di Frattura vecchia

Il giorno dopo, sulla strada del ritorno verso Roma, decidiamo di visitare Frattura vecchia che dista circa un quarto d’ora di auto da Scanno. Dopo i primi 10 minuti di curve tra le montagne circostanti, piene di conifere dalle mille sfumature, il panorama cambia improvvisamente. Intorno a noi c’è solo montagna rocciosa, con sparuti cespuglietti d’erba e qualche alberello. Uno scenario lunare misto un pò ad un’ambientazione da far west, questa è la prima impressione. E il silenzio regna. La strada è diventata sterrata e, non avendo un 4×4, lasciamo l’auto in una piccola “piazzola” e proseguiamo a piedi per circa 700 metri. Il sole picchia sulle rocce e non si sente alcun tipo di rumore, se non qualche sibilo che viene dai vari cumuli di sassi e pietre presenti a bordo strada. Qualche serpentino? Chissà… Arriviamo a Frattura Vecchia, che sorge su una piccola collinetta circondata dalle rocce, aspre e possenti. Sono rimasti solo i resti di qualche casa sgarrupata, una fontana e i ruderi di una chiesetta all’inizio del paese. Frattura deve il suo nome alla frana che si generò in epoca preistorica dal Monte Genzana e che, dividendo il fiume Sagittario, portò alla formazione del lago di Scanno. Fu poi completamente rasa al suolo il 13 gennaio del 1915 da un violento terremoto che avvenne proprio sulla stessa faglia che si era mossa in epoca preistorica. Nel terremoto rimasero coinvolte 160 persone circa dei 500 abitanti che contava il paese. Di questi 60 erano bambini tra i 10 e gli 0 anni. Da allora è rimasto disabitato mentre il paese nuovo sorge nei pressi del Monte Rava. 

Questo posto mi ha profondamente affascinato e mi è rimasto nel cuore, per la sua storia e per la sua collocazione che contribuisce, a mio avviso, a renderlo un luogo suggestivo, nonostante l’asprezza del territorio circostante. 

Per pranzo ci siamo fermati alla Ciminiera, un bar – ristorante a conduzione familiare sulla strada. Abbiamo mangiato piatti semplici, ma il rapporto qualità/prezzo non è dei migliori.


4 commenti

marcella.stampacchia · 22 Dicembre 2018 alle 6:10 PM

Come al solito,fai venire la voglia di vedere il luogo trattato

Alessandra · 8 Marzo 2019 alle 1:39 PM

Sono stata di passaggio al lago di Scanno dopo un weekend trascorso nelle montagne abruzzesi. Mi piacerebbe tornarci x visitare il borgo x bene. Grazie x le tue info

Martina · 11 Marzo 2019 alle 12:19 PM

Che luoghi meravigliosi, amo questi borghi così caratteristici e amo soprattutto le leggende, le tradizioni e i riti che li circondano! Le foto poi sono bellissime, davvero complimenti 🙂

Curiosità, non sono pericoli questi tre falò?

Il borgo di Scanno e dintorni: cosa vedere in un weekend - Travel Blogger Italiane · 10 Giugno 2019 alle 9:09 AM

[…] un weekend o come tappa di passaggio durante un giro in Abruzzo, Scanno è assolutamente imperdibile. Una meta adatta sia a famiglie che a viaggiatori zaino in spalla o solitari. Ha diverse strutture […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.