• San Cristobal de Las Casas, San Juan Chamula, Zinacantan
  • Colazione da Namandì (super!), pranzo con pannocchia, Cena da signora nei pressi di Diagonal Ramon Larrainzar all’incrocio con Calle Diego Mazariegos
  • Hotel Docecuartos
  • Jetta a noleggio, 98 km circa
  • Mercado Jose Castillo Tielemans (alimentare), Mercado de Artesanias Santo Domingo
  • Penelope, Daniele Sepe & I Foja
  • Mercato Santo Domingo, Iglesia de Guadalupe e mirador.

Una giornata tra San Cristobal de Las Casas e dintorni: l'itinerario in sintesi

Arrivati il pomeriggio precedente a San Cristobal de Las Casas, il secondo giorno è on the road alla scoperta del Chiapas e dei dintorni della città. Si parte dalla piccola San Juan Chamula e dal suo mercato, passando poi per Zinacantan. Una volta tornati a San Cristobal e lasciata l’auto, il resto dell’itinerario è interamente a piedi. Si esplora il mercato alimentare di Josè Castillo Tielemans e quello di Santo Domingo. Si continua poi verso il Mirador nei pressi della Iglesia de Guadalupe. La giornata si chiude con una cena messicana e un drink in uno dei tanti baretti del centro città.

Prima tappa: la mistica San Juan Chamula

Ci svegliamo presto e dopo un’abbondante e soddisfacente colazione messicana da Namandì, partiamo in macchina alla volta di San Juan Chamula. Ha piovuto tutta la notte, fa fresco e, anche alle 9 del mattino, non accenna a migliorare. Distante soli 10 km da San Cristobal, impieghiamo una mezz’oretta per arrivare al paesino, con una strada tutta curve. Entriamo in San Juan Chamula percorrendo quella che sembra la strada principale, con poche anime e piccoli negozietti locali di vestiti e qualche ciberia. Arriviamo alla piazzetta dove si erge al centro una piccola chiesa bianca dai profili verdi. Parcheggiamo l’auto tra gli abitanti del paese che ci scrutano curiosi e bimbi che ci rincorrono per venderci portafortuna. Pochissimi i turisti in giro. Paghiamo al guardiano il costo irrisorio del biglietto ed entriamo nella chiesetta. L’atmosfera è surreale. C’è solo silenzio, aghi di pino sparsi per terra in tutta la chiesa e fedeli inginocchiati, un po’ dove capita, su una sorta di stuoie insieme a bambini e vecchi. La chiesa non ha panche infatti ma solo un altare centrale e alcune statue di santi, tra cui riconosciamo, quasi notandolo come viso conosciuto, il buon Sant’Antonio di Padova. La chiesa, a confessione cristiano cattolica, è famosa per i riti di sincretismo. Inizialmente non capiamo cosa facciano tutti inginocchiati per terra ma poi vediamo che dalle loro borse da “mammana” escon fuori dei polli…e sono pure vivi!!! La cosa ci stupisce ma poi capiamo che questi polletti devono essere sacrificati per ottenere grazie dai santi. Una signora davanti a noi cerca di strozzarne uno e lo rimette in borsa ma, ahimè senza successo, perché il pollo è ancora vivo!!! Una scena a dir poco unica…

Ci sembra davvero di essere in un altro mondo e, un po’ increduli, usciamo e facciamo un giretto per il paese. Iniziamo subito a guardare i negozietti. Qui oltre alla lana, lavorata in tutte le sue forme, troviamo anche molte artefatti in pelle (cinture, borsette, portafogli e altro), zainetti e vestiti in cotone. Non essendoci molto, riprendiamo l’auto e sulla strada del ritorno ci fermiamo nel paesino di Zinacantan. Più piccolo di San Juan Chamula, non ci sembra meritevole di sosta nonostante alcuni simpatici bambini che, in corrispondenza di un dosso all’entrata del paese, provano a buttarsi verso la nostra auto in cerca di monete. Non hanno però grande successo. Sarà solo la prima di questo genere di avventure stradali. Durante tutto il nostro viaggio in Messico, devo dire, non abbiamo mai rischiato di trovarci qualcuno sul parabrezza o, come si diceva in alcuni racconti, bambini lanciati in mezzo alla strada dai genitori senza ritegno. Sarà che siamo abituati alle jungle stradali italiane, ma a suon di clacsonate e di alzate di voce, i ragazzini si sono scostati senza remore.

In giro per San Cristobal: alla scoperta dei suoi mercati

Tornati a San Cristobal, approfittiamo del tempo che sta migliorando per perderci alla ricerca del mercato cittadino Jose Castillo Tielemans, verso una delle alture della città. Dopo una strada che sembra infinita, complice anche il caldo, arriviamo ad alcune bancarelle coperte vicino la chiesetta di Santo Domingo. Qui c’è un mercatino di prodotti artigianali molto carino e super consigliato per rapporto qualità/prezzo! Iniziamo così le nostre esplorazioni, per la gioia, come sempre, dei nostri ragazzi! 😛 Come in ognuno dei nostri viaggi, la tappa mercato non può mancare e neanche la contrattazione! Qui però sono meno disponibili a contrattare, rispetto ai paesi asiatici. Si tratta poco o per niente e, nessuno ti rincorre per strada urlandoti il prezzo sempre più basso…che peccato! Detto ciò, non ci facciamo mancare nulla e iniziamo a comprare zainetti e borse dalle tipiche fantasie messicane. Tra gli oggetti più originali, dei porta tortillas in lino ricamati a mano, molto carini e perfetti come souvenir per parenti! Dopo ci dirigiamo verso il mercato alimentare di Jose Castillo Tielemans. Qui il pollo va per la maggiore ma anche frutta e verdura non mancano. Acquistiamo un sacchetto di noci di Macadamia come sostentamento e, nel frattempo, cerchiamo di capire come tornare verso il centro. Sulla strada ci fermiamo a mangiare una bella pannocchia sugosa, cotta da una signora con una piccola brace di fortuna che tiene il suo piccolo a giocare in un cartone. Una scena che ci fa riflettere.

San Cristobal sarà anche una città turistica ma, non tutti se la passano benissimo. Dopo un paio di ore di camminata, ritroviamo la retta via e ci dirigiamo verso l’altro punto panoramico della città, il Mirador della Chiesa di Guadalupe. Dopo la bella scalinata, ci fermiamo per un caffè rigenerante sulla Real Gaudalupe nella Cafeteria Fanny, molto carina. Tornando, acquistiamo del caffè locale che la proprietaria del negozio ci fa provare e macina sotto i nostri occhi. Ora, direzione albergo!

L'esperienza di una comida messicana autentica

Dopo un pò di pausa, usciamo decisi a provare un’altra cena autentica, scegliendo il locale che ci farà la migliore impressione. Andiamo nella zona tra Diagonal Ramon Larrainzar e Calle Diego Mazariegos, dove siamo passati più volte in auto e abbiamo visto diversi posticini frequentati da messicani. Dopo aver scartato un ristorante cinese ed uno molto turistico, nei pressi dell’incrocio con Diagonal Hermanos Paniagua, entriamo a casa di una signora. Nonostante stesse probabilmente per andare a dormire, ci fa accomodare nella sua sala. Siamo davvero soli e la struttura è, più o meno, come la casa della sera precedente. Un piano terra, con le porte spalancate e alcuni tavoli dove la cuoca serve ciò che cucina nell’anticamera. Una signora bella in carne e molto ospitale ci dice che può fare solo della carne alla griglia mista con un po’ di insalata. Accettiamo senza remore e, nell’attesa, ci vengono servite tortillas di mais calde accompagnate da fagioli con guacamole e salsa messicana. Dopo un po’ arriva la carne: il manzo più saporito che abbiamo mai mangiato! Tutt’oggi ci interroghiamo su quale sia il segreto per ottenere quel risultato ma una cosa l’abbiamo capita: i messicani, con le marinature, della carne ci sanno davvero fare! 🙂 Decisamente soddisfatti, torniamo verso il centro. Per salutare San Cristobal de Las Casas, ci sediamo in uno dei tanti baretti frequentati lungo la strada principale, concedendoci uno shottino di buona tequila.


8 commenti

Julia · 1 Giugno 2019 alle 8:45 PM

Ricordo benissimo la sensazione entrando nella chiesetta di San Juan Camula.. anche i profumi degli incensi.. indescrivibile!

    Ela · 2 Giugno 2019 alle 8:50 PM

    Sì, anche io li ho ancora impressi…un luogo unico!

Michi · 4 Giugno 2019 alle 6:34 PM

Grazie per avermi portato in Messico!!! Che invidiaaaaa

    Ela · 5 Giugno 2019 alle 10:08 PM

    Sono contenta di esserci riuscita Michi 🙂

Simona · 4 Giugno 2019 alle 8:05 PM

Incredibile come riesci a rendere reali sensazioni, profumi e emozioni! soprattutto quando hai parlato della chiesetta mi è davvero sembrato di essere io stessa lì a vivere ciò che hai vissuto tu. Una bellissima dote!

    Ela · 5 Giugno 2019 alle 10:08 PM

    Grazie Simona, riuscire a trasmettere tutto ciò per me è il complimento più bello e sentito <3

ANTONELLA MAIOCCHI · 28 Giugno 2019 alle 11:43 AM

Mi sono emozionata leggendo il tuo racconto. Hai descritto perfettamente la sensazione che ho provato
anche io entrando nella chiesa di San Juan Chamula, il profumo degli aghi di pino, le persone inginocchiate… non ho visto polli ma lattine di coca cola. C’era una specie di festa con le persone che roteavano appese ad un palo, ci guardavano male, per farci capire che non eravamo graditi. Meravigliosa la cena dalla Signora messicana, deve essere stata una bella esperienza.

    Ela · 2 Luglio 2019 alle 9:02 AM

    Ciao Antonella, grazie sono contenta di essere riuscita a descrivere le sensazioni di cui parli, poi credo che San Juan Chamula sia davvero unica 🙂 Sì la cena dalla Signora è stata tra l’altro una delle migliori di tutto il viaggio. Proprio una di quelle esperienze che ricordi per sempre!

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