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Una giornata di hiking al Lago della Duchessa: itinerario in sintesi

Per chi si trova tra Roma e dintorni e ha voglia di passare una giornata a camminare tra la natura, il percorso che conduce al Lago della Duchessa è sicuramente ideale. Siamo nella Riserva Naturale Montagne della Duchessa, nel reatino, zona al confine tra Lazio ed Abruzzo.  A circa un’ora e mezzo di auto da Roma, l’inizio del sentiero si raggiunge facilmente percorrendo l’A24 in direzione Pescara e prendendo poi l’uscita Valle del Salto. Da lì, in circa 15 minuti con un piccolo tratto di strada sterrata, si arriva al borgo di Cartore, inizio del tragitto. Qui c’è un’ampia area parcheggio dove si può lasciare l’auto e antichi casali adibiti a B&B dove si può passare la notte, se si vuole pernottare. Il cammino è ben segnalato e presente sulle mappe CAI.

Hiking nella Riserva Naturale del Lago della Duchessa: info pratiche

Il sentiero che abbiamo percorso partendo da Cartore, è il numero 2 ma è possibile arrivare al lago anche percorrendone un altro della durata di circa 4 ore. I due si riallacciano poi a circa 2 km dal lago. Quello che abbiamo scelto dura quasi tre ore, è lungo 4,4 kilometri con un dislivello di 803 metri ed è classificato con livello EE (escursionisti esperti). Il percorso quasi tutto in pendenza, è ben tenuto ma un pò sdrucciolevole. Consigliamo scarpe con un buon grip, soprattutto in vista della discesa. La maggior parte del cammino è immerso nel bosco e sia all’andata che al ritorno, quasi completamente all’ombra. Lungo il tragitto non sono presenti punti di ristoro quindi, il suggerimento è di munirsi di sufficiente acqua. Noi ci siamo organizzati con un pranzo al sacco direttamente da casa e acqua a volontà 😉

Inizia il sentiero: un pò di storia e caratteristiche

Dopo il bivio tra i due sentieri, il trail inizia subito con una pendenza lieve. È il periodo ideale per venire in queste zone: il bosco è talmente fitto che la luce del sole passa appena ma non si avverte forte umidità. Il sentiero fa parte del famoso Cammino dei Briganti, che in 7 tappe tocca diversi borghi tra Lazio e Abruzzo. Prende il nome dalla Banda di Cartore, gruppo di briganti per l’appunto che, durante gli anni dell’unità d’Italia, qui combattevano clandestinamente contro l’esercito sabaudo. Camminando nel bosco ammiriamo lecci, muschi e felci che crescono sulle rocce, oltre che alti alberi di faggi, frassini e aceri. Inizia poi il tratto più pendente. Passata la salita all’interno del bosco, dove il terreno è per lo più terriccio e sassolini abbastanza scivolosi, arriviamo in una zona più rocciosa, dove ci si deve un po’ arrampicare. Qua la roccia calcarea è spigolosa e consigliamo di portare con voi dei guanti che possono aiutare negli appoggi. Inoltre, per tutto il sentiero, super consigliati sono i bastoncini telescopici, valido aiuto dove la pendenza è maggiore. Dopo questo tratto anche un po’ assolato, ci si addentra nuovamente nel bosco. Qui c’è uno dei punti forse più belli dell’intero tragitto: Valle Fua con il Passo di Fabiana. Si attraversano delle pareti rocciose tra piccole gole, delle vere e proprie valli sospese. Niente di pericoloso o per cui serva una preparazione alpinistica, ma sicuramente l’equipaggiamento deve essere adatto. La presenza di catene nella roccia aiuta durante il passaggio.

Dopo Valle Fua, si rientra nella faggeta per l’ultima parte ripida. Il dislivello diventa maggiore e quasi si scivola senza bastoncini. Quando il tratto di bosco finisce si apre davanti a noi la zona Le Caparnie, una vallata meravigliosa, circondata da colline su entrambi i lati e qualche albero. Si cammina sotto il sole e, man mano che si procede, si giunge in un punto dove sembra quasi di essere in alta montagna, complici forse alcune baite chiuse, a disposizione dei pastori, presenti lungo il tragitto. Anche qui, come in tutto il resto del sentiero, è il silenzio della natura a regnare sovrano. Il dislivello è quasi nullo e superata la zona verde delle baite, le colline circostanti che ci separano dal lago, diventano man mano più aride e sotto i nostri piedi l’erba diventa grandi ciottoli.

 Iniziamo a vedere ai lati caprette pascolare e qualche mucca. E, percorsi gli ultimi 800 metri circa, superate le ultime collinette ecco che davanti a noi vediamo finalmente il tanto atteso Lago della Duchessa! Lo ammiriamo prima dall’alto, con il riflesso delle brulle colline nell’acqua, insieme a cavalli e mucche che pascolano liberamente. Decidiamo di premiarci, addentando il nostro panino proprio ai piedi del lago a due passi dalle mucche che ci guardano incuriosite. Da qui il paesaggio intorno a noi sembra quasi lunare e siamo solo a 1800 metri di altezza. Dopo esserci goduti il panorama, iniziamo la discesa. Impieghiamo circa due ore nel tornare e, anche al ritorno, i tratti assolati sono pochi. Prima di lasciare la riserva facciamo un breve giretto per i casali di Cartore, tutti adibiti ad alloggi con vista diretta sulle montagne della Duchessa.

Hiking al Lago della Duchessa: consigli e dritte

Il sentiero numero 2 della Riserva Naturale dei Monti della Duchessa è sicuramente consigliato a chi ama i sentieri con un certo dislivello, immersi nei boschi. Il panorama in cima al lago è davvero suggestivo ed è bellissimo attraversare lungo il tragitto diversi tipi di panorami. Il trail è fattibile anche da bambini e ragazzi allenati e, in generale, da chi non ha particolari problemi motori. Il lago della Duchessa e il percorso che vi conduce, è stata per noi una piacevole scoperta. Un luogo dove torneremo, magari percorrendo il cammino più lungo che si ricongiunge poi con il sentiero numero due, a circa un kilometro dal lago.


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