• Lijiang, Heilongtan Park, Mu Residence, mercato Zhongyì, Baisha, Shuhe, Zhiyun Temple
  • Cena da A Li Li, LaMù's House of Tibet
  • Zen Garden Hotel - Wuji Yard
  • Volo interno, Driver
  • Sciarpe in cachemire, anelli in argento
  • Liu Yang River, Hong Ting
  • Heilongtan Park, Baisha Murales, Shuhe, centro storico di Lijiang

Tre giorni nello Yunnan in Cina: cosa vedere e itinerario in sintesi

Durante il nostro itinerario in Cina, la regione dello Yunnan con la città di Lijiang è stata la nostra quarta tappa. Vi siamo stati durante il mese di agosto e vi abbiamo trascorso tre giorni. L’abbiamo raggiunta con un volo interno da Pechino della durata di circa tre ore. Il programma iniziale prevedeva un giorno in più per raggiungere la città di Dali ma, a causa delle forti piogge, abbiamo cambiato l’itinerario in corsa. Ecco i nostri suggerimenti su cosa vedere in Cina nello Yunnan, una regione montuosa a pochi passi dalle affascinanti montagne del Tibet.

Arrivo nello Yunnan e primo giorno a Lijiang

Atterriamo a Lijiang alle 10:30 del mattino e, dall’aeroporto, prendiamo un taxi diretti al nostro albergo. Trovandosi nella città vecchia, il taxi ci lascia appena fuori le mura cittadine. Il cielo è coperto, ha da poco smesso di piovere e fa freddino. Il centro antico di Lijiang ha grossi ciottoli per terra e nel silenzio si sentono solo le nostre valigie che camminano. Per i nostri giorni qui abbiamo scelto un alberghetto a conduzione familiare che subito ci incanta: Zen Garden Hotel. In pieno centro storico, ci accoglie una giovane ragazza che parla un pò di inglese e che ci accompagna nelle nostre camere. L’albergo è un’antica casa in stile cinese, bassa con un solo piano, interamente in legno e un giardino centrale con una carinissima fontana con tanto di carpe. Inoltre dal ballatoio che circonda le nostre camere, la vista, bellissima, è sulle affascinanti montagne circostanti. Insomma sembra davvero di essersi tuffati nell’antica Cina.

Cosa vedere nello Yunnan: passeggiata nell'antica Lijiang

Dopo esserci sistemati e anche un pò coperti vista la temperatura, usciamo subito per conoscere Lijiang. La giornata sarà interamente dedicata alla città mentre, il giorno successivo una guida locale, stesso trovata dall’albergo, ci accompagnerà nei villaggi limitrofi. Il centro di Lijiang, patrimonio dell’Unesco è stato interamente ricostruito dopo un terremoto del 1996, tutelando però, fortunatamente, l’aspetto storico. A differenza di altre città visitate in Cina ricostruite ex novo e senza badare all’estetica e ai siti storici, qui almeno, lo stile è stato mantenuto. I palazzetti sono tutti bassi, da tetti scuri dalle tegole arricciate, simili a quelle di antiche pagode per intenderci. Lungo i muri di alcuni vicoletti, sono state riprodotte scene della vita locale. Lijiang, anche se ricostruita e ormai piena di negozi, alcuni anche molto cari, ha un suo fascino. Soprattutto se si cerca di immaginarla come doveva essere un tempo. Ponticelli in ciottoli e legno che attraversano i fiumiciattoli che passano nel centro. Palazzi sullo sfondo delle verdi montagne circostanti, dove in lontananza si scorgono anche antichi templi e costruzioni residenziali. Qui l’atmosfera è diversa da quella respirata a Pechino o a Xian. Cedere all’antico fascino misto alla spiritualità che queste terre trasmettono, non è difficile. 

Cosa vedere a Lijiang: antiche residenze, mercati e panorami unici

Tra le attrazioni da visitare a Lijiang c’è sicuramente il Mu Palace, la residenza di una delle famiglie Naxi. Il palazzo, visitabile tutti i giorni, ha un ticket di ingresso di 60 yuan. Gli interni, essendo stato tutto ricostruito, non colpiscono particolarmente. Merita però la vista dalle terrazze da cui si può ammirare la città vecchia e sulle affascinanti montagne della zona. Altra tappa da non perdere in città è il mercato Zhongyì, dove oltre a frutta, verdura e bestiame, sono venduti anche oggetti in rame. Infine, una sosta anche molto scenografica per alcune foto, è il parco di Hei Long Tan, con il Black Dragon Pool e il Wufeng Pavillion. Qui è possibile passeggiare lungo il lago, osservando (nuvole permettendo!) la vista della Montagna Innevata del Drago di Giada.

Dove mangiare a Lijiang tra street food e cucina locale

Avendo inclusa nel soggiorno una buona colazione continentale, abbiamo sperimentato solo due ristoranti per cena. La prima sera, su suggerimento del nostro albergo, siamo riusciti a trovare posto da A Li Li (Guang Yi Jie). Molto rinomato, è specializzato in cucina tipica del Sichuan. Qui, un pò infreddoliti, abbiamo assaggiato delle ottime zuppe, immancabili ravioli e verdure saltate. Tutto, naturalmente, a prezzi super economici. L’ultima sera invece abbiamo provato un ristorante tibetano, LaMu’s House of Tibet. Anch’esso, l’abbiamo apprezzato sia per la cucina, con sapori diversi da quelli che avevamo provato sino a quel momento durante il viaggio che, per l’atmosfera. Molto intima grazie alle luci soffuse, le sedute basse ed alcuni divanetti. Un posto consigliato per una serata lontano dalla calca della città. Vi segnaliamo però che attualmente oggi, su alcuni siti, risulta chiuso. Se vi incuriosisce, il consiglio è di verificare una volta che sarete lì sul posto 😉 Infine, incuriositi dai vari chioschi di street food nei pressi del mercato alimentare verso il gate sud, non abbiamo potuto non provare i ravioli! Piatti di tutti i generi cucinati al momento, buoni e a prezzi irrisori 😉

Yunnan, cosa vedere nei dintorni di Lijiang: il nostro incontro con il leggendario Dottor Ho

Avendo rinunciato a raggiungere Dali a causa delle forti piogge, il secondo giorno nello Yunnan l’abbiamo dedicato alla visita dei dintorni di Lijang con i villaggi di Baisha, Shuhe finendo con lo Zhiyun Temple. Li abbiamo raggiunti tramite un driver locale che ci ha accompagnato in auto. Baisha è stata inserita non solo per i suoi famosi murales ma, per conoscere quello che definiremmo un personaggio unico, che ha dato al nostro viaggio in Cina un sapore diverso: il leggendario Dottor Ho Shi Xiu. Divenne celebre grazie a Bruce Chatwin che lo definì come “il medico taoista delle montagne del Drago di Giada”,  in un racconto del 1986. Il Dottor Ho era un erborista cinese che, si dice, studiando l’antica medicina cinese, solo con rimedi naturali curò casi prima di tubercolosi agli inizi degli anni ’50 e poi in seguito di leucemia. Non potevamo non incontrarlo. E così, una volta giunti nel minuscolo villaggio, cerchiamo subito di capire dove possa essere. Baisha sono poche casette e stradine sconnesse, senza alcuna indicazione. Stiamo quasi per lasciar perdere quando, quasi per caso, ci infiliamo in un’antica porta di ingresso che ci conduce in quello che doveva essere l’antico villaggio. Qui troviamo qualche piccola bottega aperta e semplicemente nominando il nome del medico ci viene indicata la sua casa. 

Arrivati lì, bussiamo e ci accoglie un piccolo vecchietto. Età indefinita e occhietti vispi. Eccolo finalmente il mitico Dottor Ho! Barbetta, un cappellino di filo e un camice bianco. Gli raccontiamo che siamo turisti venuti dall’Italia per conoscerlo e con piacere ci fa entrare nel suo regno. Una piccola casetta, semplice, polverosa dagli scaffali pieni di boccette contenenti erbe varie,  libri e ritagli di giornale che parlano di lui. Ci parla in un inglese chiaro, ci consiglia una vita senza stress e ci fornisce anche un foglietto con una sua tisana rilassante. E’ tutto nella vostra mente, siate sempre ottimisti, ci dice. Avrà una novantina di anni l’allegro vecchietto e prima di andarcene un selfie con lui è d’obbligo. Un incontro strano ma, al tempo stesso, emozionante. Un personaggio che sembra uscito da un antico racconto, che ci parla come stesse in una sua dimensione mistica e che non dimenticheremo mai. Scopriremo solo tempo dopo, esser passato a miglior vita quattro anni dopo il nostro incontro, a fine agosto 2018. Noi però quel piccolo medico, lo porteremo sempre nel cuore.

I murales di Baisha, Shuhe e un antico tempio tibetano

Dopo la visita al famoso dottore, finiamo la visita del paesino con i suoi storici murales. Raffiguranti scene di vita quotidiana dell’antico popolo Naxi, i murales sono composti da circa 45 scene e sono stati impiegati oltre 300 anni per finirli. Iniziarono infatti con la dinastia Ming e terminarono durante il primo periodo Qing. Riflettono inoltre le diverse culture religiose e artistiche presenti all’epoca in queste zone come buddismo, lamaismo, daoismo e la religione dongba del popolo Naxi. Sono dislocati in diversi edifici: Liuli Hall, Daboji Palace ed il Dading Pavillion nella città antica di Baisha. Prossima tappa è Shuhe, altra antica cittadina e storica stazione lungo la Via del Tè e dei Cavalli. Sembra una piccola Lijiang in miniatura. Solo, un pò meno affollata. Camminiamo tra le sue stradine con ai lati antichi palazzetti bassi e i canali. Ne approfittiamo anche per comprare delle bellissime sciarpe in cachemire, molto calde. Ultima visita della giornata, prima di ritornare alla base, è il monastero tibetano Zhiyun Temple. Vi arriviamo in 40 minuti di auto tra curve e strade un pò sconnesse. Costruito durante la dinastia Qing è uno dei 5 templi della zona di Lijiang ed è circondato da alberi secolari. Inoltre trovandosi su di un’altura, una volta lì si gode di un bellissimo panorama sulla vallata circostante. Con la pace ed il silenzio che entrano nella mente.

Yunnan: cosa vedere oltre Lijiang e in quanti giorni

Se state pensando ad un viaggio in Cina e nello Yunnan, considerate che servirebbe almeno una settimana per vedere bene la regione. Inoltre, il consiglio è di lasciarvi una certa flessibilità, visto che, come nel nostro caso, il meteo può costituire un vero e proprio impedimento. La zona, molto affascinante e ricca di montagne, è spesso soggetta a frane e smottamenti che possono bloccare le strade, anche per molto tempo. Tra i luoghi da vedere che non ci è stato possibile esplorare c’è sicuramente la città di Dali, raggiungibile sia con bus o taxi che via treno direttamente da Lijiang. Se poi siete appassionati di trekking vi segnaliamo la Gola del Salto della Tigre, lunga 16 km con la possibilità di pernottare lungo il tragitto. Per questa escursione, suggeriamo di evitare i mesi di luglio e agosto viste le forti piogge. Infine, qualora voleste spingervi verso Shangrilà, il consiglio è di dedicare allo Yunnan almeno 10 giorni. Infine, se avete solo pochi giorni in più, tra le cose da vedere in Cina nello Yunnan c’è la foresta di pietra nelle vicinanze di Kunming. 


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