• Agropoli, Baia Trentova, Punta Tresino, San Marco di Castellabate, Santa Maria di Castellabate, borgo di Castellabate, Punta Licosa
  • Pranzo con mozzarella di Vannulo, Il Gabbiano
    Cena da: Quasi in porto, Ligea
  • Albeca Relais
  • Auto
  • Calamite, Mozzarella di Bufala da La Dispensa di San Salvatore
  • Einstein on the beach, Counting Crows
  • Baia Trentova, Punta Licosa, Castellabate, cena in riva al mare a Santa Maria di Castellabate

Cilento: cosa non perdere in un weekend e itinerario in sintesi

Un weekend di relax nel Cilento, alla scoperta del borgo di Castellabate e dei dintorni tra Agropoli e Punta Licosa. Terre affascinanti, ricche di storia ma anche di paesaggi incredibili. Meta ideale per rilassarsi e passare alcuni giorni a stretto contatto con la natura, senza rinunciare al mare e alle lunghe camminate, grazie ai tanti sentieri di trekking presenti e ai borghi della zona. Ecco il nostro itinerario in questa meravigliosa terra e tutti i suggerimenti su cosa vedere nel Cilento e nei dintorni di Castellabate con un intero weekend a disposizione.

Primo giorno in Cilento: visita alla Baia di Trentova

Abbiamo raggiunto il Cilento in auto da Roma, spezzando per comodità il viaggio di circa 3 ore e mezza con una sosta a Napoli. L’uscita dell’autostrada A3 è Battipaglia e da lì si prosegue sulla statale tirrenica. Sulla strada, nei pressi di Capaccio, ne approfittiamo per fermarci ad assaggiare la mozzarella di bufala della Tenuta Vannulo. Prima dritta: noi siamo stati fortunati a trovarne ancora ma, soprattutto nei periodi di maggior affluenza, va prenotata. Stesso discorso vale per il loro ristorante. Una volta arrivati nei pressi di Agropoli verso le due del pomeriggio, la nostra prima tappa è Baia di Trentova con i sentieri che conducono a Punta Tresino. L’auto si può parcheggiare sulle strisce blu, se si trova posto, oppure in uno dei parcheggi vicini dove si può lasciare per tutto il giorno a 4€. Prima di incamminarci diamo un’occhiata alla mappa, molto chiara, dove sono tracciati i diversi percorsi, il tempo di percorrenza e il dislivello. Dopo il primo tratto un pò al sole che costeggia la spiaggia, ci si addentra nel cuore della pineta. Ci allontaniamo un pò dal mare entrando in una zona dove la vegetazione è più fitta. Siamo sul Sentiero Scoglio del Sale, ben visibile e tracciato.

La cosa più bella è la presenza di diversi punti panoramici sul mare e, in corrispondenza di questi, piccole calette con pochissime persone. Superiamo anche Cala Pastena. Man mano che andiamo avanti, le spiaggette sono sempre meno popolate. Giunti in uno dei punti meno affollati, ci fermiamo. Qui ci sono per lo più scogli e mucchi di alghe su cui si può poggiare l’asciugamano. Ci godiamo questo momento idilliaco lontano dal caos.

Il borgo di San Marco di Castellabate e una cena in riva al mare

Come punto d’appoggio per il weekend abbiamo scelto San Marco di Castellabate ed in particolare l’Albeca Relais, soluzione più riservata e appartata dal centro. San Marco è un piccolo borghetto sul mare dove si giunge tramite delle scalette direttamente dalla Piazza Comunale del paese. Per cenare abbiamo scelto un delizioso ristorantino, super consigliato, a due passi dal mare, Quasi in porto. Iniziamo la cena con l’antipasto fantasia di mare, un mix di crudi e non. Proseguiamo con uno scialatiello al datterino giallo e ricciola che ci ha davvero conquistato e che, se trovate come piatto del giorno, vi consigliamo di assaggiare. Noi lo stiamo ancora sognando! 😛 Naturalmente non può mancare una frittura di paranza, buona e ben cucinata ed, infine, un semifreddo alla nocciola e cacao niente male. Il tutto accompagnato da un ottimo Tresinus, un vino bianco del Cilento che abbiamo sorseggiato con piacere. Una cena squisita e anche economica (35 euro a testa)!

Nel post serata, non può mancare un giretto per il borghetto, molto vivo. Nella piazzetta ci sono alcune bancarelle che vendono oggettistica di vario tipo e i ragazzi in giro sono tanti. L’atmosfera è quella di un piccolo paesino di mare che sembra fermo agli anni 60, con una calma che si respira nell’aria che quasi fa dimenticare il caos cittadino di tutti i giorni.

Cosa vedere in Cilento: Punta Licosa e lo spettacolo della costa cilentana

Il mattino seguente abbiamo percorso il cammino di circa 4 km che da San Marco porta a Punta Licosa, area marina Protetta e capolavoro naturale. Un’altra delle cose da vedere assolutamente in Cilento. Il sentiero, strada un pò accidentata su cui possono transitare motorini e auto (se autorizzate), è per lo più all’ombra. Si cammina tra i pini e la rigogliosa vegetazione della macchia mediterranea. Il tutto in una clima un pò surreale, accompagnati solo dal canto delle cicale e degli uccellini presenti. La pendenza è quasi assente e la camminata è molto piacevole, grazie al venticello costante ma, moderato. Sulla strada non sono presenti spiagge libere ma solo alcune ville e B&B con discese private. Stiamo camminando a strapiombo sul mare e, in alcuni punti, il flysch, la tipica roccia della zona, ha delle scanalature così dolci, da non sembrare pietra. Dopo un’oretta di cammino, Punta Licosa si apre davanti a noi, con il suo mare cristallino e l’isolotto con il faro, poco distante dalla costa. Alle nostre spalle la montagna e il verde del Parco Nazionale del Cilento. Scorci che danno l’impressione di essere in una vera e propria oasi. 

Nei pressi del porticciolo di Punta Licosa, ci sono alcune piccole spiagge libere già popolate. Qui, l’ombra è un lontano ricordo. Superata la punta, ci addentriamo nella pineta e troviamo un paio di punti più appartati dove ci bagniamo. L’acqua è freddina ma non pulitissima purtroppo, forse a causa delle diverse imbarcazioni un pò troppo vicine alla costa. Dopo un paio di ore nel relax più completo, non essendoci molta ombra, ci incamminiamo verso San Marco. Qui pranziamo, nella calma più totale, da Il Gabbiano, un risto – bar in centro, aperto anche la sera per cena e post dinner. All’ombra del porticciolo, con il vento che ci coccola e ci rinfresca, assaporiamo uno dei pranzi più semplici e genuini, tipico della zona: la fresella con pomodorini e mozzarella di bufala, super saporita. Con il mare davanti, lontani dalla frenesia, non potevamo chiedere altro…

Castellabate: l'intramontabile fascino del borgo simbolo di "Benvenuti al Sud", gioiello del Cilento

Nel pomeriggio visitiamo un luogo dove volevo andare da tempo, prima ancora che diventasse celebre: il borgo di Castellabate. Ci passiamo al tramonto, orario in cui il sole picchia meno e il paesino non è ancora preso d’assalto dalla folla del sabato sera. Distante una ventina di minuti in auto da San Marco, vi arriviamo seguendo la SP61, strada molto panoramica ma con un pò di curve. Lasciamo l’auto al parcheggio poco distante dal Belvedere San Costabile per circa 4€. Il Belvedere è uno dei punti panoramici più belli da cui si gode di uno splendida vista sul golfo circostante. Di fronte a noi Santa Maria di Castellabate e, in lontananza, anche l’isola di Capri. Un vero spettacolo. Proseguiamo alla scoperta del borgo e davanti a noi, imponente con le sue mura medievali, il Castello dell’Abate da cui prende nome il paese. Purtroppo chiuso per una rassegna, non riusciamo a visitarlo. Arriviamo in Piazza Perrotti, uno slargo da cui parte il labirinto di vicoletti che si snoda per tutto il borgo. Da un lato, la torre romanica del campanile della Basilica Pontificia e, dall’altro, le scale che conducono nella piazza principale. Qui, immediatamente sulla sinistra, la famosa targa con la frase “Qui non si muore” di Gioacchino Murat, che compare nel film “Benvenuti al Sud”. Una piccola curiosità. La targa fu apposta per il bicentenario dell’arrivo di Murat nel paese. 

Proseguiamo alla scoperta del borgo. Ogni vicolo di Castellabate è un incanto, un angolo da immortalare. Palazzetti antichi dai toni tenui ornati con fiori e vivaci mattonelle di Vietri, nei toni dell’azzurro e del verde. Scalette con ringhiere che sembrano formare dei disegni e finestrelle con tendine ricamate. Negozietti di oggettistica o di frutta così belli e invitanti che sembrano usciti da un quadro. Il tutto incorniciato da angoli di cielo dove l’azzurro lascia spazio ai toni rosati del tramonto. Questa è Castellabate ed è meraviglia ai nostri occhi. Giungiamo in Piazza X Ottobre 1123, luogo in cui nel film era presente l’ufficio postale, nella realtà non esistente. Qui ci si può sedere a sorseggiare un drink fresco o a mangiare in uno dei tanti localini, godendosi il panorama, essendo la piazza, quasi una terrazza sul golfo. Noi continuiamo a camminare e arriviamo, sempre circondati da angolini incantevoli, nel piazzale della Basilica. Risalendo poi le scalette di Via Castello, torniamo al punto di partenza. Il borgo è piccino ma, davvero grazioso. Aldilà del film che lo ha reso famoso, merita davvero una visita. Il consiglio, viste le salite, discese e scale non sempre in condizioni ottimali, è di indossare scarpe comode 😉 

Santa Maria di Castellabate: cenare in spiaggia a tu per tu con il mare

Dopo il borgo, scegliamo di cenare in riva al mare, a Santa Maria di Castellabate, un must da vedere in Cilento. Lasciamo l’auto nel parcheggio nei pressi di Via Diaz e andiamo dritti verso la spiaggia, per goderci il sole che sta tramontando. Uno spettacolo unico. Il cielo è infuocato nei toni del viola, arancio e rosa intensi mentre il sole, che ormai vediamo scomparire, sembra una palla incandescente. Giungiamo vicino al mare accompagnati da questi colori e dalla luce, che illumina ancora Torre Perrotti, la spiaggia e l’antico palazzo che sorge di fronte la scogliera. Alle nostre spalle, la montagnella su cui c’è l’antico borgo e il suo Castello, tutto illuminato. Sembra di essere in un quadro. A completare il tutto, bimbi, adulti e ragazzi che alle 9 di sera fanno ancora il bagno in pieno centro città, nella spensieratezza più totale. Come non aver voglia di mollare tutto e trasferirsi qui? 

Per cena, soprattutto se vi capitate durante la stagione estiva, il consiglio è di prenotare, magari con qualche giorno di anticipo. Noi abbiamo scelto Ligea, ristorante che ha una piccola terrazzina in legno sul mare. Iniziamo la nostra cena con un soutè misto di cozze e vongole davvero, ma davvero gustoso. Proseguiamo con uno scialatiello ai frutti di mare, anch’esso buono e abbondante ed infine, un trancio di tonno alla mediterranea. Il vino che abbiamo scelto per accompagnare la cena è stato un bianco cilentano, Paestum. Dopo cena passeggiamo un pò per il lungomare e per il centro del paese, abbastanza affollato. Qui se si vuole prendere qualcosa da bere ci sono diversi baretti.

Ultima giornata nel Cilento: visita al Villaggio abbandonato di San Giovanni

Prima di ripartire verso Roma, la nostra ultima mezza giornata nel Cilento la iniziamo con la visita al Villaggio abbandonato di San Giovanni. Una delle tappe da inserire tra le cose da vedere nel Cilento in un weekend. Collocato su una collina a metà strada tra Castellabate ed Agropoli, le rovine di questo villaggio sono raggiungibili sia in auto che a piedi. Gli ultimi 5 km di strada sono interamente sterrati e fanno  parte di un sentiero escursionistico, segnalato sulle mappe CAI. Essendo interamente al sole ed avendoci detto che fosse raggiungibile anche con una semplice berlina (a velocità ridotta ovviamente!), optiamo per l’auto. Ci arriviamo lentamente, viste le condizioni della strada, godendoci il panorama che si vede da lassù. Man mano che ci si avvicina, iniziamo a vedere sparuti gruppi di rovine. Giungiamo al villaggio abbandonato con la vegetazione in uno stato abbastanza selvaggio. Qui ci sono i resti del villaggio, costruito intorno l’anno mille, nei pressi della Chiesa di San Giovanni e, di una serie di edifici tra cui c’erano, all’epoca, una stalla ed una scuola. Purtroppo il sito, per quanto particolare e suggestivo, soprattutto per la sua collocazione panoramica sul golfo, è poco curato. E’ infatti completamente abbandonato e parzialmente ricoperto, da erbacce e piccoli arbusti che lo circondano.

Dopo questa visita e un breve tuffo nel mare di Baia di Trentova, finisce qui il nostro weekend in Cilento. Sulla strada del ritorno, nei pressi di Capaccio ci fermiamo a ritirare la mozzarella di bufala, prenotata questa volta da La Dispensa di San Salvatore, luogo che consigliamo e dove si può mangiare qualcosa al volo, sia dolce che salato.

Andiamo via con la bellezza negli occhi. Due giorni all’insegna dell’andamento lento, ritmo che ci ha fatto assaporare appieno, anche se per poco, la magia del Cilento. Una terra dove torneremo sicuramente per esplorare la parte più a sud e l’interno, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento. Una vacanza adatta a tutti, dove le attività da praticare sono molteplici, a seconda delle varie esigenze 😉


6 commenti

Marco · 30 Luglio 2019 alle 5:29 PM

Una zona che ancora mi manca da visitare, ma che è tra le principali mete della mia prossima vacanza Grazie alle dettagliate informazioni che si possono reperire da questo postg, non sarà difficile fare un perfetto tabellino di marcia!.

    Ela · 31 Luglio 2019 alle 8:27 AM

    Ciao Marco, mi fa piacere che le info possano esserti utili 🙂 Buon viaggio allora!

Carmela · 1 Agosto 2019 alle 8:21 AM

Tutto bello ciò che è stato scritto. Ma ho trovato una cosa che non è corretta. La targa ” Qui non si muore “fu posta molto prima del film. Negli anni 80 la si poteva leggere affacciandosi dal Belvedere . I Castellabatesi ne sono testimoni.

    Ela · 1 Agosto 2019 alle 9:15 AM

    Ciao Carmela, grazie per i complimenti e anche per l’info sulla targa. Ci è stata allora raccontata una cosa non corretta. Seguiamo il tuo spunto e correggiamo subito l’informazione, grazie 🙂

Alessandra · 2 Agosto 2019 alle 1:19 PM

Ottime informazioni per muoversi nel migliore dei modi nello splendido Cilento 🙂

    Ela · 2 Agosto 2019 alle 1:56 PM

    Ciao Alessandra, grazie mille. Sono contenta che possano essere utili 🙂

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