• Campeche
  • Cena da Marganzo
  • Hotel Socaire (TOP!)
  • Jetta a noleggio
  • Bazar Artesanial, lungomare, altezza Cocktelerias el Marques
  • Pirates of Caribbean Theme
  • Centro di Campeche

Campeche: cosa vedere in un giorno e itinerario in sintesi

Un giorno a Campeche, città a metà del nostro itinerario on the road in Messico. Una comoda tappa dove fermarsi tra il Chiapas e lo Yucatan per una giornata. Una cittadina coloniale dove si respira un pò l’atmosfera delle storie di pirati, facile da esplorare a piedi. Ecco l’itinerario completo, i nostri suggerimenti su cosa non perdere, dove dormire e mangiare in città.

Verso Campeche dal Chiapas: esplorando il Messico on the road

Salutiamo il Chiapas con la consapevolezza di aver visto scorci e rovine meravigliose. Andremo verso il mare, dove ci attende il relax ma anche, forse, luoghi più “abituati” ai turisti e meno selvaggi. Partiamo da Palenque alla buon ora. Durante il viaggio di 4 ore e mezza circa, lo scenario cambia tanto. Nella prima parte del tragitto attraversiamo strade di montagna, tortuose e costeggiate dalla jungla. Passiamo poi pian piano ad un paesaggio pianeggiante, con piante di mais e palme. Prendiamo il bivio per Campeche, rinunciando all’idea di passare per Sabancuy e costeggiamo la Laguna de Los Terminos. Qui ci circonda un paesaggio a tratti semipaludoso e totalmente piatto. Inizia un po’ a cambiare la situazione non appena prendiamo la litoranea: finalmente, vediamo il mare! Presi dalla fame ci fermiamo in uno dei ristorantini lungo la strada e che dà direttamente sul mare. Qui  pranziamo con una fresca Corona e tacos accompagnati da salsine varie. 

Arrivo a Campeche: nel cuore di una città coloniale

Arriviamo a Campeche verso le 15:30 circa, sotto un sole cocente. Subito ci dirigiamo verso Socaire, hotel dove alloggeremo per una sola notte. Il nostro albergo ci colpisce subito e ci catapulta nelle atmosfere di una volta. In pieno centro, è un ex casa coloniale, rimessa a nuovo, grande, molto signorile. E’ dotata inoltre di una piccola piscina, di cui approfittiamo con piacere per rinfrescarci e riposarci un pò dopo il lungo viaggio in auto. Decisamente una location super consigliata anche per la gentilezza del personale. Con il senno di poi, un vero peccato trascorrerci una sola notte. Dopo esserci rilassati, usciamo verso le 18:00 e decidiamo di rimanere fuori sino a ora di cena. Giriamo per Campeche, passando per Parque Principal, piazza principale della città. Qui visitiamo subito la Catedral de Nuestra Señora de la Purísima Concepción. Per come è strutturata, la città ci ricorda molto San Cristobal, complici gli onnipresenti portici. Dopo la piazza e le viuzze adiacenti, andiamo verso il lungomare, passando per la Puerta del Mar, parte dei resti delle antiche mura che racchiudono il centro storico.

Ci sembra un po’ triste essendo costeggiato da palazzoni moderni che non richiamano per nulla l’atmosfera coloniale del centro storico. Sul malecon però, assistiamo ad un tramonto spettacolare. Il cielo si tinge dei toni del violetto, rosato e arancio, ricordandoci un po’ i colori di Pirati dei Caraibi. Neanche a farlo apposta poi, più avanti lungo il nostro tragitto, troviamo ormeggiata proprio una nave dei pirati. Continuando la nostra passeggiata, troviamo sul lungomare un gruppo di signore e ragazze che si accinge a seguire una lezione di aerobica en plein air. Ovviamente non riesco a non buttarmi nella mischia!!! 🙂 Mi accorgo però, dopo buoni dieci minuti, di non seguire la maestra ma una delle peggiori allieve!!! Decido di ritirarmi per attraversare ed entrare nel Bazar Artesanial, paradiso ai miei occhi. Siamo quasi soli e grazie ad una serrata contrattazione, compro oltre al mio cappello di paglia che mi accompagnerà per il resto del viaggio, anche diversi souvenir molto carini. Una tappa decisamente consigliata per lo shopping di viaggio.

Una tipica cena campesina nel cuore di Campeche

Verso le 21:00, con i ragazzi esausti dopo le compere, ci dirigiamo verso Marganzo, il ristorante dove ceneremo consigliatoci anche dal nostro albergo. Qui non possiamo che scegliere la specialità campesina per eccellenza: il polpo alla brace! Il piatto, molto buono, ci conquista e lo accompagniamo con un cocktail, ben miscelato, a base di tequila. 

La nostra giornata a Campeche, in questa parte di Messico non sempre toccata dagli itinerari turistici, finisce qui. La cittadina, è graziosa, dai palazzetti coloniali bassi e vivaci nei colori pastello.  Anche solo per il suo centro storico, Patrimonio dell’Unesco, merita una visita. Se non si esplorano i dintorni, un giorno è un tempo ideale da dedicare alla città, non essendo molto grande. Si gira facilmente a piedi nonostante d’estate il caldo, nelle ore centrali della giornata, sia  abbastanza forte. 

Noi salutiamo Campeche pronti per ripartire, il giorno successivo, per una nuova tappa del viaggio: ci aspetta Merida! 


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