• Grotta del Romito, Morano Calabro, Mormanno
  • Pranzo al sacco
  • Diamante, appartamento
  • Auto, 150 km circa
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  • Felicità puttana, TheGiornalisti
  • Grotta del Romito, Morano Calabro

L'itinerario in sintesi

Alla scoperta di una Calabria inedita e poco conosciuta con l’itinerario di una giornata on the road tra le meraviglie del Parco del Pollino. Si parte da Diamante e si inizia con la prima tappa: la Grotta del Romito. Poco nota, è l’unica testimonianza del Paleolitico nell’Italia meridionale e una delle più significative in Europa. Si prosegue poi addentrandosi ancora di più nell’entroterra calabro, con due borghi medioevali da non perdere: Morano Calabro e Mormanno.

Un salto nella preistoria: la Grotta del Romito

A circa un’ora di auto da Diamante, la strada per arrivare alla Grotta del Romito è uno spettacolo. Man mano che si va verso l’entroterra, rigogliosi frutteti, ulivi e qualche spuntone di roccia nei punti più aridi, lasciano spazio al verde Parco del Pollino. La strada, con un pò di tornanti, offre degli scenari unici, con il mare che ancora si vede in lontananza e il fiume Lao che si scorge man mano che ci si avvicina a Papasidero. Poco pubblicizzato e conosciuto, il sito archeologico però, merita davvero attenzione. Esso infatti è una delle poche testimonianze del Paleolitico superiore, con reperti risalenti ad un periodo tra i ventitremila e i diecimila anni fa. Ma non solo. La grande mole di oggetti ritrovati inoltre, ha reso possibile ricostruire anche le abitudini di vita dell’Homo Sapiens. Prima dell’ingresso alla grotta (costo del biglietto 4€), si visita il mini museo. Qui ci sono i calchi dei 5 inumati ritrovati ed interessanti spiegazioni sulle tecniche di sepoltura utilizzate. Il sito (piccolino) si visita con una guida, inclusa nel costo del biglietto. Ci viene raccontata la storia degli scavi e qualche ulteriore dettaglio su quanto scoperto. E’ presente anche la riproduzione di un masso con incisioni rupestri (il più visibile un bue) che risale circa al 10.800 a.c.. All’interno della grotta si possono ammirare delle stalattiti e, su ogni strato di terreno, le indicazioni del relativo periodo storico. Gli scavi qui proseguono, ma solo per un mese all’anno. Altri ritrovamenti ci sono stati lo scorso giugno, ma non sono stati ancora aperti al pubblico. La visita, adatta a tutti non essendoci particolari dislivelli ma solo poche scalette, dura circa un’oretta incluso il museo. Nel vialetto che risale verso l’ingresso, sono stati inoltre ricostruiti esempi di accampamenti all’aperto del Paleolitico, realizzati cercando di riprodurre, per tecnica e struttura, i modelli archeologici dell’epoca. 

Nel cuore del Pollino: Morano Calabro e Mormanno

Dalla grotta del Romito proseguiamo entrando nel cuore del Parco del Pollino, in direzione di Morano Calabro. La strada diventa sempre più suggestiva tra curve, salite e ripide discese. Un alternarsi tra campagna che, con le sue nuvole basse e le dolci colline ci ricorda un pò le atmosfere inglesi e, quasi all’improvviso, cime appuntite e rocciose che si ergono imponenti e solitarie. Il tragitto continua così per un’oretta, interrotto solo in alcuni punti, da qualche casetta e vallate con sparuti branchi di pecore. Sulla strada anche delle aree picnic attrezzate. Giungiamo a Morano a ridosso dell’ora di pranzo. Il borgo antico si sviluppa in altezza e, guardandolo dalla città nuova a valle, sembra un presepe, con le sue casette in pietra una a ridosso dell’altra. Parcheggiata l’auto, iniziamo la nostra passeggiata alla scoperta del borgo. Il paesino antico è un intreccio di vicoletti, uno più stretto dell’altro che si snodano tra varie case. Per strada siamo soli. Regna il silenzio più totale, interrotto solo dai rumori di piatti e stoviglie varie, armeggiate nelle case per i preparativi del pranzo. Camminando e arrampicandosi, nel vero senso della parola, tra scalette, a volte sgarrupate non sempre facili da percorrere, continua il nostro tragitto verso il punto più alto del paese. Vicoletti stretti, strettissimi e palazzetti che sembrano sfiorarsi fra loro, ci danno quasi l’impressione di entrare in casa delle persone, facendoci sentire un pò degli intrusi. E per questo bisbigliamo tra di noi, quasi per non disturbare. Giungiamo sulla sommità, dove ci sono i resti del Castello Normanno che troviamo purtroppo chiuso. Da qui però ci godiamo un bellissimo panorama. Da un lato, sotto di noi, il borgo dove spicca una coloratissima cupola e dall’altro, la verde vallata del Parco del Pollino. La nostra visita si conclude qui, passando per la chiesa di San Pietro e Paolo, anch’essa chiusa e per Porta Ferrante, altro punto panoramico.

Sulla strada del ritorno, passiamo per Mormanno che si rivela una vera sorpresa. Entrando in paese rimaniamo infatti colpiti dalla sua Cattedrale, in stile barocco napoletano che ci richiama un pò alla mente, le chiese siciliane. Alle sue spalle una piazzetta dove predomina la torre del campanile. E mentre mi fermo per fare una foto, anche due chiacchiere con dei simpatici vecchietti seduti al bar che mi dicono: “Se passeggiate per queste strade signorina bella, vi troverete nel medioevo”. E in effetti, voltandoci, vediamo alle nostre spalle proprio questo. Un dedalo di vicoletti che salgono su per la collina adiacente, costeggiati da palazzetti ben tenuti dalle linee medioevali. Dopo avermi suggerito anche la strada più veloce per ritornare a Diamante 🙂 saluto Mormanno e suoi abitanti, e ripercorriamo nuovamente tutto il parco del Pollino, ancora più bello con la luce del pomeriggio.


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